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domenica 24 aprile 2011

Stipendi divisi tra deputati e senatori

Circa un mese fa sono stati pubblicati i redditi dei parlamentari (deputati e senatori) per l'anno 2010. La notizia è stata ripresa con la consueta nonchalance dai media italiani, che si sono al solito concentrati su quale fosse l'onorevole avvocato, piuttosto che il leader di partito, più ricco della sua categoria. Poco si è detto invece sull'entità delle cifre, che rimangono altissime nonostante anno dopo anno tutti (maggioranza e opposizione) promettano di metterci mano per ridurle in maniera significativa.
Ma quanto spende lo Stato per mantenere direttamente i rappresentanti del popolo? Cercare di capire quanto denaro pubblico entri nelle tasche dei parlamentari italiani non è impresa facile. Non che sia difficile reperire i dati ufficiali, sia chiaro, ma le tante variabili in gioco fanno sì che gli stipendi mensili di deputati e senatori siano molto diversi da parlamentare a parlamentare.
La tabella che segue mostra le somme ricevute dai nostri rappresentanti, divise per categoria e per ramo parlamentare:
L’indennità parlamentare, unica forma di compenso prevista dalla Costituzione (art. 69), è lo stipendio netto mensile dei parlamentari (non è prevista la tredicesima mensilità). Sull'importo netto sono trattenute le imposte addizionali regionali e comunali che cambiano a seconda del domicilio fiscale del parlamentare. Nel 2006 l’indennità è stata ridotta del 10% sia alla Camera che al Senato.
La diaria, altro non è che il rimborso spese mensile per il soggiorno a Roma. Dall’inizio di quest’anno è stata ridotta di 500 euro in entrambi i rami del Parlamento. Non è quasi mai uguale per i parlamentari, poiché su di essa vanno a incidere i giorni di assenza nelle sedute con votazione elettronica: ogni volta che si lascia la poltrona vuota si prendono circa 200 euro in meno sul totale.
Come la diaria, anche i rimborsi spese forfettari, erogati per l’attività svolta durante il mandato elettorale, sono stati ridotti di 500 euro. Al Senato gran parte della somma viene destinata all’attività del gruppo parlamentare di riferimento.
Un notevole privilegio per i parlamentari è poter disporre di una tessera per la libera circolazione su tutto il territorio italiano. In più, ogni deputato dispone di un budget trimestrale per raggiungere gli aeroporti più vicini al luogo di residenza.
Altro capitolo è quello delle spese telefoniche, che vengono rimborsate in maniera diversa tra Camera e Senato: i deputati dispongono di circa 3000 euro annui (circa 260 € al mese) mentre ai senatori le spese sono incluse nel  rimborso di 1650 euro mensili, comprensivi delle spese di viaggio.
Dall’indennità parlamentare lorda vengono detratti i soldi per ricevere l’assistenza sanitaria, nonché il vitalizio e la liquidazione. Quest’ultima equivale all’80% dell’indennità mensile lorda moltiplicato per ogni anno trascorso in parlamento. Questo significa che un deputato che abbia lavorato, mettiamo caso, un intero mandato (5 anni) prenderà un assegno pari a 58.518 euro.
Per il vitalizio, che comunemente chiamiamo pensione, i calcoli sono poco più complessi. Si riceve al compimento dei 65 anni esclusivamente se si è concluso in modo effettivo un intero mandato parlamentare (5 anni). L’età pensionabile può essere abbassata fino al 60° anno di età (limite minimo) detraendo un anno per ogni anno di mandato oltre il quinto. L'importo dell'assegno varia da un minimo del 20% a un massimo del 60% dell'indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare. Nel caso in cui il parlamentare sia rieletto in Parlamento, o eletto in un ente governativo, o al Parlamento europeo e riceva un indennità pari o superiore al 40% dell’indennità parlamentare, il pagamento del vitalizio viene sospeso.
Alla luce di questi numeri viene da chiedersi come sia possibile che alcuni parlamentari dichiarino meno di 50mila euro annui, se la sola indennità totale annua supera questa cifra. In alcuni casi il “trucco” c’è, come per l’On. Pietro Marcazzan (Udc), il meno ricco dei parlamentari (10.330 euro dichiarati): essendo subentrato a una collega nel settembre 2010, l’On. Anna Teresa Formisano, ha dovuto dichiarare il suo stipendio da insegnante di lingue straniere. C’è da scommettere che il prossimo anno la dichiarazione dell’ex professore si gonfierà non poco, visto l’onorevole stipendio.

Fonte:
http://www.termometropolitico.it/component/content/article/20867-quanto-guadagnano-oggi-i-parlamentari.html

Stipendi dei parlamentari deputati e senatori per l'anno 2009

Il “primus inter pares”, non è una sorpresa: è sempre lui, Silvio Berlusconi. Nella classifica dei parlamentari (compresi i ministri) più ricchi d’Italia il premier batte tutti, con un distacco abissale sugli altri. Ha dichiarato nel 2010, in relazione ai redditi del 2009, poco meno di 41 milioni di euro (per l’esattezza, 40.897.004 euro). Un “gruzzolo” che rispetto all’anno precedente è quasi raddoppiato, nel 2008 era infatti di circa 23 milioni di euro. Alla voce “stato civile” Berlusconi ha scritto “separato”, mentre non risultano nuovi acquisti di auto e barche né nuove partecipazioni in società. L’imposta netta pagata all’Erario è stata di 17 milioni e mezzo. Nel 2009 il premier ha venduto una comproprietà al 50 per cento di un appartamento a Milano, tra gli immobili a lui intestati risultano altri cinque appartamenti e due box sempre a Milano, dove ha la comproprietà di altri due immobili. Figurano inoltre un immobile a Lesa, vicino a Novara, e le proprietà di Antigua: due terreni e un immobile. Infine tre depositi di gestione patrimoniale presso la Banca popolare di Sondrio, il Monte dei Pashi di Siena e la Banca Arner Italia.

Sono pubblici da lunedi 28 marzo, consultabili presso Montecitorio, le dichiarazioni dei redditi relative al 2009 di tutti i parlamentari. La “documentazione patrimoniale” è  però a disposizione nella maggior parte dei casi esclusivamente in formato cartaceo. Solo 80 tra deputati e senatori infatti hanno dato l’autorizzazione a mettere la loro dichiarazione online sul sito della Camera. Nella scheda biografica del singolo parlamentare può comparire quindi anche la voce “documentazione patrimoniale”, così ad esempio per i ministri Renato Brunetta e Franco Frattini.

I ministri appunto. Il più ricco del Cdm (Berlusconi a parte) è il responsabile della Difesa Ignazio La Russa, con 374.461 euro. Seguono Giulio Tremonti, con 301.918 euro, che l’anno precedente erano meno di 40 mila, e Renato Brunetta, con 300.894. A scendere: Ferruccio Fazio (256.811 euro), Franco Frattini (237.219 euro), il neo ministro Francesco Saverio Romano (236.295 euro), Stefania Prestigiacomo (222.911 euro), l’ormai ex Sandro Bondi (184.591 euro), Altero Matteoli (183.648 euro), Raffaele Fitto (179.787 euro), Mariastella Gelmini (176.981 euro), Roberto Calderoli (174.850 euro), Michela Vittoria Brambilla (173.818 euro), Maurizio Sacconi (172.394 euro), Gianfranco Rotondi (172.061 euro), Roberto Maroni (170.711 euro), Elio Vito (169.432 euro), Angelino Alfano (168.318 euro, ha dichiarato di più la moglie avvocato, Tiziana Miceli, con 229.074 euro), Umberto Bossi (167.957 euro), Giorgia Meloni (165.941 euro), Mara Carfagna (165.849 euro).
Chiudono la classifica il vice ministro leghista Roberto Castelli (164.358 euro), il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani (161.911 euro) e il neo responsabile della Cultura Giancarlo Galan (149.938 euro).

Tra i leader di partito al primo posto, sempre dopo il premier, c’è Gianfranco Fini, che ha guadagnato 186.563 euro. Anche se nel gruppo delle più alte cariche il suo omologo al Senato, Renato Schifani, lo supera con un imponibile di 229.918 euro. Dopo Fini, il leader dell’Api Francesco Rutelli, con 182.159 euro, il segretario dell’Idv Antonio Di Pietro, con 176.885, poi il leader della Lega Bossi, il segretario del Pd Pierluigi Bersani (137.013 euro) e quello dell’Udc Pier Ferdinando Casini, con un reddito di 106.063 euro. Nella classifica dei deputati che sono anche avvocati Niccolò Ghedini batte l’altro legale di Berlusconi, Piero Longo, con 1.127.118 euro contro 530.847 euro. Ma è “doppiato” a sua volta dalla collega di Fli, Giulia Bongiorno, che ha dichiarato 2.048.397 euro.
Se invece si prendono in considerazione anche i sottosegretari, il più facoltoso risulta essere un ex: Guido Bertolaso, che ha dichiarato 862.921. È seguito dal sottosegretario Daniela Santanchè, che nel 2009 ha guadagnato 642.517 euro, e da Gianni Letta, con 342.310 euro.

La top ten dei senatori è guidata dall'oncologo Umberto Veronesi del Pd, che ha dichiarato un imponibile di 1.364.720 euro; al secondo posto c’è Alfredo Messina del Pdl (1.293.842 euro), al terzo Raffaele Ranucci del Pd (1.264.657 euro). Figurano poi: Salvatore Sciascia del Pdl (1.041.493 euro), il magistrato e scrittore Gianrico Carofiglio del Pd (979.596 euro), Giuseppe Ciarrapico del Pdl (904.410 euro), Carlo Azeglio Ciampi (che con 717.122 euro è anche il più ricco tra i senatori a vita. Giulio Andreotti è secondo, con 488.006 euro), Francesco Casoli del Pdl (609.425 euro), Marcello Dell’Utri del Pdl (580.685 euro) e Riccardo Conti del Pdl (553.301 euro).

Nella classifica dei deputati invece dietro Berlusconi compaiono Antonio Angelucci, magnate della sanità e padre di Gianpaolo ed editore di Libero e del Riformista, con un imponibile di 6,1 milioni di euro (nella dichiarazione precedente erano 3,5), il finiano Giuseppe Consolo, con 2.308.103 euro, Giulia Bongiorno appunto e Maurizio Paniz, con 1.765.878 euro. Santo Versace, che nella graduatoria dello scorso anno era il secondo parlamentare più ricco dopo il premier con un reddito di  oltre 5 milioni di euro, nel 2010 ha dichiarato molto meno: 604.067 euro. Ed è passato al decimo posto.

Infine i meno abbienti: Pietro Marcazzan dell’Udc, proclamato deputato il 15 settembre del 2010, ha dichiarato 10.330 euro, quindi il leghista Eraldo Isidori, proclamato il 19 ottobre del 2010, con 15.643 euro.

fonte:
http://tg24.sky.it/tg24/politica/2011/03/28/parlamentari_ricchi_classifica_deputati_senatori_ministri_silvio_berlusconi_dichiarazione_redditi.html

sabato 23 aprile 2011

Stipendi. Gli immigrati guadagnano 319 euro meno degli italiani

Con la crisi il tasso di disoccupazione ha raggiunto l'11,4%. I dati della CGIA di Mestre



Roma - 19 aprile 2011 - Vengono pagati meno degli italiani (mediamente 319 euro al mese), ma il livello di disoccupazione ha toccato l’11,4% (contro una media nazionale presente in Italia che si attesta all’8,4%).
La CGIA di Mestre, dopo le dichiarazioni del ministro Tremonti, ha analizzato il livello retributivo ed occupazionale degli stranieri regolarmente presenti nel nostro Paese. Da questa analisi emerge che gli immigrati percepiscono mediamente 965 euro netti al mese; 319 euro in meno rispetto agli italiani.

“Questo differenziale – segnala il segretario della CGIA di Mestre Giuseppe Bortolussi – è dovuto al fatto che l’esperienza lavorativa tra gli immigrati è mediamente molto inferiore di quella maturata dagli italiani. Pertanto, i primi hanno scatti di anzianità più contenuti dei secondi.”

Il tasso di disoccupazione degli stranieri regolarmente presenti in Italia, invece, ha raggiunto l’11,4% (contro una media della disoccupazione nazionale pari all’8,4%).

A livello territoriale è la Basilicata la Regione che presenta la percentuale di stranieri disoccupati più elevata (18,9%). Seguono il Piemonte/Valle d’Aosta (15,4%), la Liguria (13,8%), l’Abruzzo (13,6%) e il Friuli V.G. (13,2%).

Dall’inizio della crisi ad oggi, sono quasi 110.000 gli stranieri che hanno perso il posto di lavoro. Il numero complessivo degli immigrati alla ricerca di un posto di lavoro si attesta attorno alle 265.800 unità.

Retribuzione dei dipendenti stranieri e differenziali con gli italiani (in €) III trimestre 2010
Per retribuzione si intende la retribuzione netta del mese escluse altre mensilità (tredicesime, quattordicesime…) e voci accessorie non percepite regolarmente tutti i mesi (premi di produttività, arretrati…)          
Alcuni settori di attività
 
Retribuzione mensile
stranieri
(in €)
Differenziali
rispetto agli italiani
(in €)
Agricoltura
857
-77
Manifattura
1.134
-184
Costruzioni
1.084
-124
Commercio
1.005
-118
Alberghi e ristoranti
907
-31
Trasporti e comunicazione
1.238
-161
Servizi alle imprese
901
-245
Istruzione, sanità
1.104
-304
Altri servizi alle persone
726
-310
Totale
965
-319
Elaborazioni Ufficio Studi CGIA su dati Istat Rcfl
 
Il mercato del lavoro straniero nel 2010 (media primi 3 mesi 2010)
 
Occupati
Disoccupati
Nuovi disoccupati creati dalla crisi (2008/2010)
Tasso di disoccupazione straniero
Abruzzo
34.459
5.402
3.826
13,6
Basilicata
6.340
1.482
1.103
18,9
Calabria
26.039
1.961
405
7,0
Campania
75.905
5.634
54
6,8
Emilia Romagna
219.612
31.698
17.683
12,6
Friuli Venezia Giulia
44.621
6.782
1.460
13,2
Lazio
268.830
27.006
6.179
9,1
Liguria
58.623
9.442
4.373
13,8
Lombardia
467.827
65.267
35.336
12,2
Marche
61.193
8.955
3.216
12,8
Molise
3.892
511
305
11,6
Piemonte e Valle d'Aosta
186.523
33.992
17.109
15,4
Puglia
38.048
2.497
-85
6,1
Sardegna
18.747
1.849
831
9,0
Sicilia
56.970
6.456
2.181
10,2
Toscana
175.376
19.072
7.146
9,8
Trentino Alto Adige
38.186
5.235
2.012
12,0
Umbria
46.709
6.249
1.244
11,8
Veneto
225.864
26.319
5.581
10,4
Italia
2.053.765
265.807
109.958
11,4

venerdì 15 aprile 2011

Classifica totale stipendi top manager 2010

Classifica totale stipendi top manager 2010 del sole 24 ore:

  1. Alessandro Profumo - 40.590.000
  2. Luca Cordero di Montezemolo - 8.728.000
  3. Marco Tronchetti Provera - 6.618.000
  4. Cesare Geronzi - 5.024.000
  5. Fausto Marchionni - 5.007.000
  6. Fulvio Conti - 4.941.679
  7. Giorgio Angelo Girelli - 4.905.768
  8. Paolo Scaroni - 4.610.000
  9. Pier Francesco Guargaglini - 4.478.000
  10. Jacques Leost - 4.447.000
  11. Pietro Franco Tali - 4.201.000
  12. Pietro Giordano - 4.195.825
  13. Giampiero Pesenti - 4.000.000
  14. Roberto Vedovotto - 3.817.700
  15. Andrea Guerra - 3.800.462
  16. Fedele Confalonieri - 3.718.000
  17. Sergio Balbinot - 3.557.837
  18. Luca Garavoglia - 3.534.105
  19. Giovanni Perissinotto - 3.513.037
  20. Corrado Passera - 3.500.000
  21. Sergio Marchionne - 3.498.000
  22. Enrico Cavatorta - 3.355.205
  23. Adolfo Bizzocchi - 3.301.000
  24. Giuliano Andreani - 3.300.000
  25. Francesco Micheli - 3.286.000
  26. Diego della Valle - 3.215.357
  27. Giulia Maria Ligresti - 2.985.676
  28. Maurizio Costa - 2.851.000
  29. Claudio Calabi - 2.830.000
  30. Jonella Ligresti - 2.817.205
  31. Gioacchino Paolo Ligresti - 2.751.261
  32. Franco Moscetti - 2.690.000
  33. Franco Bernabè - 2.598.000
  34. Massimo Moratti - 2.586.000
  35. Renato Pagliari - 2.550.000
  36. Alberto Nagel - 2.550.000
  37. Francesco Trapani - 2.538.620
  38. Gian Marco Moratti - 2.536.000
  39. Francesco Caltagirone - 2.532.000
  40. Giuliano Zuccoli - 2.471.352
  41. Valerio Battista - 2.451.643
  42. Gaetano Miccichè - 2.390.000
  43. Andre Michelle Ballester - 2.265.572
  44. Francesco Gori - 2.251.000
  45. Massimo di Carlo - 2.250.000
  46. Maurizio Cereda - 2.235.000
  47. Jean Claude Blanc - 2.228.000
  48. Antonio Talarico - 2.223.372
  49. Fabio DeLonghi - 2.220.000
  50. Franzo Grande Stevens - 2.197.000
fonte:
http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/SoleOnLine5/_Oggetti_Correlati/Documenti/Finanza%20e%20Mercati/2011/04/classifica-2010.pdf?uuid=89b8a608-6662-11e0-a5eb-2bd1a886afd8

Classifica top 20 2010 degli stipendi dei top manager italiani

Compensi monetari, più eventuali stock option o azioni gratuite, pubblicati nei bilanci 2010 delle società quotate, valori in euro al lordo delle tasse (classifica provvisoria in base ai bilanci disponibili)
Fonte dal sole 24 ore:
http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/SoleOnLine5/_Oggetti_Correlati/Documenti/Finanza%20e%20Mercati/2011/04/classifica-2010.pdf?uuid=89b8a608-6662-11e0-a5eb-2bd1a886afd8

  1. Alessandro Profumo - 40.590.000
  2. Luca Cordero di Montezemolo - 8.728.000
  3. Marco Tronchetti Provera - 6.618.000
  4. Cesare Geronzi - 5.024.000
  5. Fausto Marchionni - 5.007.000
  6. Fulvio Conti - 4.941.679
  7. Giorgio Angelo Girelli - 4.905.768
  8. Paolo Scaroni - 4.610.000
  9. Pier Francesco Guargaglini - 4.478.000
  10. Jacques Leost - 4.447.000
  11. Pietro Franco Tali - 4.201.000
  12. Pietro Giordano - 4.195.825
  13. Giampiero Pesenti - 4.000.000
  14. Roberto Vedovotto - 3.817.700
  15. Andrea Guerra - 3.800.462
  16. Fedele Confalonieri - 3.718.000
  17. Sergio Balbinot - 3.557.837
  18. Luca Garavoglia - 3.534.105
  19. Giovanni Perissinotto - 3.513.037
  20. Corrado Passera - 3.500.000

sabato 9 aprile 2011

Alessandro Profumo: 40.590.000 euro di stipendio nel 2010


Alessandro Profumo
Amministratore Delegato di Unicredit fino al 21 settembre 2010
40.590.000 euro di stipendio nel 2010
L’importo comprende, oltre allo stipendio e altre componenti
retributive non variabili (pari a 2,59 milioni), 38 milioni in
relazione all’accordo di cessazione del rapporto di lavoro
(incentivo all’esodo di 36,5 milioni e 1,5 milioni per l’impegno
di non concorrenza per un anno). Nell’accordo Unicredit si è
anche impegnata a fare una donazione in beneficenza di 2
milioni

Fonte:

http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/SoleOnLine5/_Oggetti_Correlati/Documenti/Finanza%20e%20Mercati/2011/03/Stipendi-manager-2010_ok.pdf?uuid=78922508-5c84-11e0-942b-9acc4d1cfe54

Marco Tronchetti Provera 5.664.000€ di stipendio nel 2009



3° - Marco Tronchetti Provera - 5.664.000€ di stipendio nel 2009
fonte:
http://finanza.it.msn.com/speciali/gallery.aspx?cp-documentid=153103539&page=18


Marco Tronchetti Provera (Milano, 18 gennaio 1948) è un imprenditore e dirigente d'azienda italiano.
nel 1978, Marco Tronchetti Provera sposa Cecilia Pirelli, figlia di Leopoldo Pirelli patron dell’omonimo gruppo industriale
Tronchetti Provera ricopre cariche importanti nelle seguenti società:
Altre organizzazioni:
  • Confindustria, membro dell'Esecutivo
  • Università Commerciale Luigi Bocconi, membro del CdA (rappresentante dell'Ente Fondatore Istituto Javotte Bocconi)
Fa parte del Gruppo Bilderberg.
fonte:
http://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Tronchetti_Provera