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lunedì 27 febbraio 2012

Commenti su stipendi in italia - 3

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http://www.corriere.it/dilatua/Primo_Piano/Economia/2012/02/26/dd1b9550-606f-11e1-aa87-12427cb0d5f0_3/stipendi-italia-eurozona_full.shtml
 
costo del lavoro alto
27.02|09:31 Lettore_2177082
se il governo non si mette in testa che se abbassa il costo del lavoro tenendo d'occhio gli imprenditori furbi, si potrebbe uscire da questo tunnel, combattere il lavoro nero che è una piaga del paese .Aiutare gli imprenditori giovani che anno voglia di crescere ,con sgravi fiscali per nuove assunzioni.
E in Germania...
27.02|09:30 jenkin
si lavora 35 ore alla settimana. Lo stipendo medio di un operaio senza specializzazione è di 1800 euro netti.
anche il rendimento non è paragonabile
27.02|09:30 Parnaso
Ho avuto modo di lavorare in Scandinavia e di avere persone alle mie dipendenze. La qualità del lavoro e la resa sul lavoro di queste persone non erano paragonabili con quanto ottenuto da analoghi dipendenti in Italia. Tra l'altro l'orario lavorativo era inferiore e gli stipendi maggiori.
Ed ecco che la verità comincia ad emergere
27.02|09:30 Italian Sniper
Paesi europei nei quali esistono normative di civiltà simili all art 18 riescono ad essere : piu competitivi di noi, piu produttivi di noi e ad remunerare di piu il lavoro. Alla faccia dell art 18 padre di tutti i mali, peraltro non risolti neanche con la legge 30 (legge Biagi) che nonostante la creazione di precarizzazione diffusa non ha risolto il problema dell occupazione/produttività. E allora come mai gli altri riescono a coniugare salari piu elevati con forme di protezione sociali molto forti? Non sarà che il problema sta altrove (es classe dirigente/imprenditoriale che dovrebbe essere rottamata al piu presto?)
E IL GOVERNO MONTI COSA STA FACENDO???
27.02|09:29 Lettore_2200229
Facciamo un esempio......un azienda indebitata e che comincia a perdere clienti per via del costo del prodotto che vende cosa dovrebbe fare prima di tutto?? Io penso (visto che sono laureato in terza media) che bisognerebbe cominciare a ridurre i costi improduttivi per mantenere la competitivita'.....invece il governo va' nella direzione opposta cioe' preferisce pagare meno le materie prime e diminiure la qualita' del prodotto insomma un suicidio
Li stipendi itajani
27.02|09:22 Giggi.L
Pare che li stipendi, qui in Itaja, so’ bassi più che ’n Grecia, Cipro e Spagna… Si Mario co’ le tasse ce li taja, me dici er popolino che se magna?.. Co’ le retribbuzzioni così basse, penalizzate poi da l’inflazzione, ce stanno ad aumenta’ ancora le tasse?.. Me sa che scoppia ’na rivoluzzione!.. Vabbè che semo tutti pecoroni, ma nun se pònno mica approfitta’… ce stanno a spreme come li limoni!.. Chi paga è chi li sòrdi nun ce l’ha… E mo’ nun ce sta manco l’illusione der tesoretto preso a l’evasione!..
Disastro sociale!
27.02|09:22 cesco50
Lo stipendio dei lavoratori determina la civiltà e il progresso di un popolo. Da molto tempo l’Italia operosa si aspettava una verifica di questo tipo e l'attenzione da parte del Governo. Da circa dieci anni, nel nostro Paese si sono verificati due fenomeni abbastanza indicativi, attraverso i quali molte famiglie si sono trovate depauperati della loro ricchezza: la stagnazione dello stipendio, già basso allora rispetto al resto d’Europa e la diminuzione del potere d’acquisto in continua ascesa. Le origini di questo fenomeno sono svariate e incolpare agli imprenditori è un errore gravissimo. L’eccessiva burocrazia, l’elevata evasione fiscale dovuta alla mancanza di fiducia del cittadino verso le istituzioni accompagnata da un malcostume endemico, la voragine finanziaria generata da un eccessivo indebitamento, la scarsa pianificazione delle risorse finanziarie negli enti locali e le eccessive spese per le grandi opere sono le dolenti difficoltà ai quali bisogna dare una svolta decisiva. Organizzare di tutto punto lo Stato italiano, indipendentemente dalle cause che hanno generato la crisi, è la grande sfida che l’Esecutivo del Professor Monti ha davanti. Il fallimento di quest’opportunità si tradurrà in un disastro economico, finanziario, politico e particolarmente sociale, senza precedenti nella storia del nostro Paese.
Chissà come faranno
27.02|09:13 deluso60
tedeschi, francesi, tutti ad essere competitivi ... questo a dispetto di tutti quelli che vorrebbero gli Italiani pagati e sfruttati come i cinesi. Chiaramente la prima cosa da fare, secondo la Fornero, è produrre di più. Ma si mettiamo le brandine in azienda e dimentichiamoci della nostra vita!! Chiaramente voi pensate che i guadagni derivanti saranno distribuiti ai lavoratori? Illusi!! In svizzera finiranno!!! Siamo proprio un popolo bue!!!
Fate attenzione a non fare di tutta l'erba un solo fascio...
27.02|09:07 Lettore_2211867
Vorrei porre l'accento sul fatto che esiste una larga schiera di dipendenti pubblici che lavorano (e che quando lavorano, lavorano anche per tutti quei dipendenti che non lo fanno) e che prendono, come me, uno stipendio lordo di € 1715,00 al mese, con trattenute (leggi tasse) di € 805,00 al mese. Voglio anche ricordare che chi lavora come me nel pubblico non può per legge fare altri lavori ( naturalmente se è onesto e non ha qualche protezione alle spalle), non può avere partita iva e se fa qualcosa al di fuori, lo può fare saltuariamente e una sola volta nell'anno con la stessa impresa... E' vero c'è il posto sicuro, ma alla fine del mese i conti non tornano mai!!
sarebbe meglio il confronto al netto
27.02|09:07 Fp_Meet
che la situazione in italia sia drammatica é innegabile..per questo me ne sono andato 4 anni fa...ma per un confronto piú realistico sarebbe stato meglio analizzare il guadagno netto e non il brutto. le detrazioni sono diverse da paese a paese..ad esempio per una paga netta di 1.800 euro mensili in Germania bisgona aver uno stipendio lordo di 3.400, per guadagnare 2.600 netti bisogna guadagnare brutto 4.600 e cosí via sempre piú trattenute...
Qualcuno mi può spiegare....
27.02|09:07 Lettore_719218
... come mai allora nessun Paese straniero investe in Italia, se il costo del lavoro è così basso? E come mai ad esempio in Francia gli stipendi dovrebbero essere 1,4 volte più alti dei nostri, e invece conosco due persone a Parigi, laureate, che prendono 1100/1200 Euro netti al mese e lavorano ormai da 8 anni? La verità è che ad esempio un operaio in Italia costa all'azienda 35mila Euro l'anno, evidentemente il lordo francese comprende TUTTI i contributi e le tasse versate allo Stato, quello italiano invece NON lo comprende. Altrimenti un'impresa tedesca, o francese, dovrebbe investire subito in Italia!!! Ma ci vuole tanto a capire le cose???
ALRogo?
27.02|09:07 balkanian
La Sua analisi e' verissima, ma di chi e' la colpa? solo dello Stato ?(come se nello Stato ci fossero degli Alieni e non degli Italiani come Lei). Glielo dico io di chi e' la colpa (in modo rilevante ovviamente, non solo!): e' di tuttu quegli "imprenditori da quattro soldi che in passato non hanno mai voluto investire una lira in ricerca e sviluppo. In Germania lo Stato (quello Tedesco!) si riprende molto di piu' (andate a domandare ad un lavoratore scapolo quanto paga di tasse!)ma i prodotti tedeschi noi li compriamo lo stesso indipendentemente dal prezzo (per la verita' non riesco a capire dove prendiamo i soldi visto che guadagniamo cosi poco!) perche sono prodotti seri, frutto di anni di ricerca e sviluppo seri, fatti spesso anche da ricercatori Italiani che da Voi in Italia vengono "schifati" ("non han voglia di fare nagott!). E lo dico con cognizione di causa, non so se mi spiego. Io ho provato in passato a comprarmi elettronica italiana fatta in Veneto: taccio per carita' di patria. Auto fatte in Italia (arrugginivano gia' sul catalogo!), macchine e macchinette varie. Pero' per il lusso non ci batte nessuno. Yacht, fuoriserie, moda. Fatta di chi e per chi? Ora bisogna ricominciare da capo, per il bene dell'Italia che amiamo, ma se non vi mettete in testa di fare cose serie e non di fare concorrenza alla Cina (mission impossible) il futuro lo vedo ancora piu nero (sic!).
IL GOVERNO NON LO SAPEVA
27.02|09:07 FIMPERO
I lavoratori lo sapevano, lo sancisce ufficilamente anche Eurostat ma di questo problema il governo non ha mai parlato . Fosre non è una priorità anche se è ormai convinzione di tutti che per uscire dalla crisi è necssario rilanciare i consumi. E come si rilancia no i consumi con questi stipendi ?. Mi pare che al governo del paese abbiamo sostutito la Banda Bassotti con Pippo Pluto e Paperoga.
SEMPRE RECORD NEGATIVI NELLA NOSTRA" DEMOCRAZIA"
27.02|09:07 francesco0301
Quando la fetta più grande della torta è presa dai manager,agli "altri" restano le briciole. Ma ciò potrebbe anche essere tollerato, se almeno ci fossero risultati positivi di gestione.
risposta:diiiego83
27.02|09:07 Elatan
Bravo se tu sei cosi qualificato e ti accontenti che ti diano 1.500 euro fallo per amor di patria, ma guarda i politici. io Lavoro in Svicera nel campo delle ricerche per una ditta americana, arrivano givani Lauraiti di tutta Italia a dare il loro contributo di crescita per l'azienda e di que 1500 euro che prendi tu in italia loro ne prendon per tre volte in piu. poi quando amor di patria, io ne ho perche' parte del mio guadagno lo investito in italia solo per amor di patria Pago tutte le tasse comunali anche se ci vivvo 4-2 settimane a l'anno e se lo vuoi sapere pago anche la tassa della TV, ma mi contento lavorare a l'estero piu diritti. Consiglio vai allestero e fai esperienza se un giorno vuoi ritornare lo puoi sempre fare se ne ai voglia
ultimo posto e Slovacchia
27.02|09:07 alena.p
Sono di Slovacchia a due mesi fa sono stata a Roma. Sono stata molto sorpresa quando avevo visto i prezzi - stessi che da noi. Allora nei supermercati meno caro :( Ma maggioranza di slovacchi guadagna vicino 400 euro. Italia e ancora bell Paese. La vita in Slovacchia é molto triste...
Al problema dei bassi redditi da lavoro,
27.02|09:07 pclodio
deve aggingersi, a parer mio, anche quello delle pensioni. Personalmente, andato in pensione nel 2004, da allora non ho visto una Lira (Lira) di perequazione concreta del mio reddito. Viviamo quindi in un Paese in cui i lavoratori "non protetti" da qualcuno o da qualcosa devono vivere con redditi da fame o quasi. La solidarietà familiare, che fino a qualche tempo fa ha retto il sistema, con l'aiuto dei cd. nonni, se ne sta andando "ad puta" e le prospettive, grazie anche alla feroce cura Fornero, non sono certo allettanti. In compenso, le tavole rotonde intente a discutere su questi temi aumentano a dismisura, ma producono solo "chiacchere e distintivi". Da queste tavolate poi nascono paroline magiche come "produttività", che dovrebbe aumentare, quando la maggior parte di chi da lavoro, nel privato, è in crisi finanziaria o sta per chiudere. In sintesi, per come la vedo io: o si abbatte significativamente il peso del costosissimo apparato statale (ma chi se la prende la briga, dato che è proprio lo Stato, inteso in senso generale, il luogo dove albergano le tessere?) o non se ne esce. In alternativa la miseria (quella vera) dilagherà, a breve, con il possibile insorgere di gravi pericoli, anche per la tenuta del sistema democratico (?) del Paese.
Ma solo adesso ve ne siete accorti ?
27.02|09:07 irpino power
I nostri governanti lo hanno saputo da sempre ma hanno fatto finta di niente. Ci siamo sentiti dire che siamo dei "Fannulloni" ma per gli stipendi che prendiamo siamo fin troppo seri se lavoriamo ancora. Ci hanno bloccato gli stipendi (pubblico impiego) ma loro la CASTA non ha mai pensato al popolo italiano. Signori Professori attenzione che la pazienza ha un limite. Non tirate ancora la corda che si spezza.
come i tedeschi .....
27.02|09:07 gnegnone
noi dobbiamo andare in pensione come i tedeschi , lavorare sodo come i tedeschi ma a meta' stipendio e con servizi scadenti e piu' cari.
Ops
27.02|09:07 Lettore_1051554
Per vent'anni si diceva che il costo del lavoro in Italia è troppo alto perchè le retribuzioni erano troppo legate a meccanismi di autorivalutazione e menate varie. E adesso guarda guarda, scopriamo che al lordo delle imposte il problema non è li: magari ce la facciamo questa volta a finire di osannare predicatori di modelli economici stra fallimentari e proviamo a fare un po' di ridistribuzione della ricchezza: sia mai che ripartano anche i consumi così ??

Commenti su stipendi in italia - 2

fonte:
http://www.corriere.it/dilatua/Primo_Piano/Economia/2012/02/26/dd1b9550-606f-11e1-aa87-12427cb0d5f0_2/stipendi-italia-eurozona_full.shtml
 
Monaco di Baviera è più economica del Nord Italia
27.02|10:13 Paolo Rosi
Torno da una breve gita a Monaco di 4 giorni: vi devo dire che il confronto dei prezzi dei prodotti (lo stesso prodotto in Italia, per marca, dimensione, confezione, quantità), rispetto ai supermercati più economici della mia città, è impietoso. Prodotti per l'igiene, da shampoo a dentifricio a detersivi, hanno un prezzo che oscilla dal 15 al 25% in meno.
Sig.a Camusso
27.02|10:13 quasisaggio
Gentile Sig.ra Camusso ma lei che, spero, questi dati sugli stipendi italiani rispetto agli altri paesi li conosceva, invece di pensare solo all'art. 18, non aveva il dovere di mobilitare i lavoratori principalmente su questo fatto e sulla mancanza di lavoro? Leggo su altre testate che lei vuole bloccare l'italia ancora sull'art 18. Ma cosa e' una specie di incubo? Permetta un consiglio: OK l'art 18 a tutela delle discriminazioni(come in tutta europa) ma poi battaglia a tutto campo sugli stipendi. Se vi deve essere uniformita' in europa (di diritti, fiscale e tutto il resto), non e' primarissima la parita' sugli stipendi medi?
Salari bassi e alto costo del lavoro
27.02|10:12 Italian Sniper
La differenza dove va? In tasse, ovviamente. E come mai l imposizione fiscale sul lavoro è così alta in Italia. Perchè si deve rimediare all evasione dilagante. Ergo: il problema non è certo l art 18. Si inizi a far pagare le tasse a chi le evade alla grande da sempre. Poi forse si libereranno risorse per incrementare i salari, abbassando le tasse. Altro capitolo dolente: i nostri imprenditori fanno letteralmente ridere. Parlano tanto di innovazione ma sono affetti da un nanismo cronico che impedisce qualunque investimento in ricerca e sviluppo, settore considerato dai piu "un centro di costo"... poi dan la colpa al sindacato, ma va a .....
La preoccupazione è l'art 18, non dare uno stipendio dignitoso ai lavoratori.
27.02|10:12 Paolo Rosi
Vero Monti e Confindustria?
paragonare le mele con le patate
27.02|10:12 Lettore1000
questi paragoni non significano nulla, l'unica cosa che si può paragonare è il potere d'acquisto.. Non è che vivere a Monaco costa come vivere a Palermo. Forse come vivere a Milano, dove gli stipendi sicuramente sono il doppio di quelli di Palermo. Aumentino l'occupazione e gli incentivi alle imprese, e DETASSINO ste benedette buste paghe sia per il datore di lavoro, sia per il lavoratore.. Forse allora gli stipendi si alzeranno, sempre che ci sia un aumento di occupazione.. Se i disoccupati sono in aumento come possono aumentare gli stipendi?
ULTIMI IN EUROPA (dipendenti) PRIMI IN EUROPA STIPENDI DELLA POLITICA.....
27.02|10:04 atrebor
Cara Marcegaglia, allora come mai nonsi investe in Italia????Tutta colpa dell'art:18? ma se ci sono 3 milioni di lavoratori che sono tutelati dall'art.18 e gli altri? ma per favore quant epalle ancora ci volete raccontare? non investite in Italia perche e' meglio portare i capitali all'estero, i lavoratori li licenziati lo stesso,altrimenti da dove viene tutta questa disoccupazione? se siamo tutti tutelati con l'art.18 da dove vengono tutti questi lavoratori alla canna del gas? quegli operari delle ffss di Milano sulla torre dal 8/12/11 non erano tutelati con l'art.18? non gli pagano nemmeno la liquidaz<ione perche' stanno aspettando che l'appaltatrice paghi le fatture alle ferrovie..ma come si permettono? la liquidazione sono soldi dei lavoratori accantonati sulla busta paga,cosa c'entra se pagano le fatture o meno??? una cosa vergognosa. inqualificabile i dirigenti italiani....
Questi dati non valgono un fico secco
27.02|10:04 MENCIO
Se fossero veri la distanza tra Irlanda (quasi € 40.000) e Francia (€ 33.500)sarebbe tale, che i Francesi farebbero a cazzotti per emigrare in Irlanda. La faccenda diventa ancora più interessante se si considerano i rialzi negli ultimi quattro anni. La Francia è cresciuta del 10% negli ultimi quattro anni. Ciò significa che nel 2005 era addirittura alla fame. Suvvia!
e hanno il coraggio di parlare
27.02|10:03 peppe5353
dell'articolo 18, ma vergognatevi solo a pensare una cosa del genere, i gerci in bancarotta ci superano come stipendi, questo è il governo silvio-bis.
Fate presto..no,fate attenzione!
27.02|10:03 Stef60
Qui l'unica cosa da scardinare è la classe buro-politica che nel corso dei decenni si è metastatizzata in tutti i gangli della società,,emanando norme lacci e lacciuoli per automantenersi e facendo sì che,al di là del colore dei governi nazionali, spesa e debito pubblico continuino bellamente a salire ( cosa accaduta anche a gennaio,alla faccia dei tecnici).Il tutto col beneplacito delle cosiddette parti sociali,tese a mantenere soltanto rendite di posizione. Qualcuno doveva pur pagarla questa situazione , e tutto si è scaricato sui salari.Non ne vedo via d'uscita anche perchè nessuno vuol segare il ramo su cui sta seduto ( Monti sta lì solo perchè i parlamentari si sono autogarantiti un altro anno e mezzo di prebende , altro che ideali salva-Italia) e una costituzione antiquata e blocca-tutto completa il quadro.Si rischia o la rivolta fiscale o la rivolta tout-court,quello è il vero baratro,altro che spread da speculazione.
Rigidità dei contratti?
27.02|09:57 Italian Sniper
Da quando il mercato del lavoro è stato sconvolto dalla legge 30 (legge Biagi) parlare di rigidità dei contratti non ha un senso! Lavoro per una multinazionale che da anni ormai assume solo con contratti precari. Questi poveri ragazzi, nonostante spesso posseggano curriculum invidiabili vengono pagati un tozzo di pane e sacrificati al primo rovescio (alla faccia delle "risorse umane"). Per quelli che hanno un contratto "old style", 4 soldi e dimissioni, altrimenti la vita diventa un inferno. Per favore non mi si parli piu di impossibilità di licenziare. Chi lo afferam parla solo per presa di posizione ideologica.
i nostri politici invece i primi
27.02|09:52 axruggeri
I nostri bravi governanti però detengono il recordo degli stipendi più alti, qualcosa no và e la situazione prima o poi diventerà esplosiva, è solo questione di tempo....speriamo poco!
Ora diranno che...
27.02|09:52 il_sudista
e' tutta colpa dell'articolo 18.
Ma non finisce lì!
27.02|09:52 pier44
Bene balkanian, ma anche altri commenti sono buoni. Si dovrebbe aggiungere che i prezzi in Italia, gonfiati dal commercio, sono largamente superiori a quelli di altri paesi considerati ricchi. Londra, per esempio: fotocamera 199£ - 340€; Yogurt (cfz da 8) (in promozione 2,5£) 3£ - 4,85€; DVD vergini (cfz 25) 11,90£ - 30/36€. Ovviamente stessi prodotti.
industriali mezze tacche
27.02|09:52 jenkin
La stragarande maggioranza degli industriali italiani sono delle mezze tacche senza alcuna una visione strategica di medio-lungo termine. Le loro aziende sono rimaste in piedi grazie allo sfruttamento dei lavoratori e agli incentivi di Stato. Da parte loro sono capaci soltanto a delocalizzare. Il punto è che questo modello ci pone in concorrenza con la Cina, e non con i Paesi più industrializzati. La Francia e la Germania puntano fortemente sull'innovazione dei processi e sulla ricerca, proprio per non dovere competere con la Cina, contro la quale se ti abbassi al suo modello sei finito.
A proposito di Grandi Opere
27.02|09:41 balkanian
che qualcuno definisce inutili e troppo costose, faccio notare che la Mercedes sta chiudendo il suo Hub di distribuzione a Roma-Civitavecchia (un migliaio di persone) per aprirlo a Berlino. Apparentemente (secondo Mercedes) perche non e' stata terminata l'Autostrada Orte-Civitavecchia, cioe' il collegamento Dorsale Autostradale con il Porto Marittimo. Anche se cio' non fosse vero (cioe' la causa della chiusura), NOI (!) facciamo di tutto per sponsorizzarne i motivi. Ora andate a scrivere di nuovo che è colpa dello Stato, cioe' degli "alieni"?
parnaso
27.02|09:41 Lettore_2190276
sono d accordo con te. anch io ho lavorato in germania per anni e il rendimento non e paragonabile. purtoppo per molti in italia lavorare sul lavoro è un optional
IL CoSTO DEL LAVORO IN ITALIA
27.02|09:41 socrateilluso
Allora spieghino Confindustria ed esperti di economia industriale perchè ripetono sempre il solito ritornello che in Italia il costo del lavoro è troppo elevato.Quella che è elevata è l'incapacità dei nostri imprenditori ad organizzare in modo efficiente la loro attività e a competere in modo vincente sui mercati internazionali.E' anche elevata la mentalità da capitalismo di rapina con cui molti sfruttano i loro dipendenti per arricchirsi ,pronti a chiudere l'impresa non appena vi sono delle difficoltà
POLITICI ITALIANI PRIMI IN EUROPA ( PER STIPENDIO )
27.02|09:41 texzzz
Bravissima la nostra classe politica noi quasi ULTIMI in quanto stipendio loro sono i numeri uno!!!!! Mi fanno pena
E ALLORA PERCHE' NON SI INVESTE IN ITALIA?
27.02|09:36 newmonitor
E' una contraddizione che può avere diversi motivi: 1) la rigidità dei contratti (non potendo licenziare, le aziende in caso di difficoltà debbono chiudere); 2) i maggiori costi degli oneri fiscali; 3) i ritardi imposti dalla burocrazia... 4) il minor rendimento dei lavoratori italiani per motivi contrattuali (orari di lavoro ridotti, ferie, o individuali). Se non si conoscono i motivi non c'è riforma che possa migliorare il problema e tantomeno la disoccupazione.
I dati di Eurostat sono evidentemente inattendibili
27.02|09:36 MENCIO
Sono più che convinto che il reddito medio degli Italiani sia troppo basso, ma i dati pubblicati, anche se provenienti da Eurostat, sono inattendibili ed inutilizzabili non solo per l'Italia, ma anche per gli altri paesi europei. A leggere questi dati risulta che l'Irlanda ha un reddito medio di gran lunga superiore a quello della Finlandia e della Francia (che le è sotto di due posizioni)ed è quasi pari alla Germania. L'Irlanda, come è noto, non ha neanche gli occhi per piangere ed è un paese a rischio. Perciò o questi dati sono sballati (e questo significa che in Europa non funziona niente, neppure l'ufficio statistico)o devono essere interpretati in modo così differenziato e specialistico da ricavarne conclusioni notevolmente diverse da quelle per cui si sta dibattendo in modo così populistico e sconclusionato.

Commenti su stipendi in Italia - 1

Dal Corriere:
http://www.corriere.it/dilatua/Primo_Piano/Economia/2012/02/26//stipendi-italia-eurozona_full.shtml
I conti non tornano
27.02|10:54 marco2552
Il pil procapite della Germania e di circa 40.000 dollari pai al cambio attuale a 30.000 euro. L'Italia ha un pil procapite di 34.000 dollari pari a piu di 25.000 euro. Vorrei capire come fanno gli operai in germania a quadagnare 40.000 euro (54.000 dollari) lordi all'anno con quel pil procapite. A parità di occupazione i dati non tornano per niente. La matematica non è un opinione. Chi ha fatto questo sondaggio non è un istituto serio. Fossi un imprendiore tedesco sposterei subito le fabbrriche in Italia o in Polonia visto che si pagano i dipendenti con stipendi molto più bassi.
Vergognatevi:Sindacati,Monti,Fornero,Politici: riadattate la SCALA MOBILE!!!
27.02|10:52 Zio-Nick
Purtroppo il dramma italiano non è solo la discrepanza dei salari italiani rispetto a quelli europei ma soprattutto la disparità salariale tra uomini e donne per non parlare poi di moltissimi giovani impiegati che a parità di competenze e di inquadramento guadagnano molto più degli impiegati di vecchia data solo per essere stati assunti con contratto più alto. Questa è una vergogna tutta italiana che potrebeb essere risolta in un batter d'occhio con uno strumento semplicissimo: LA SCALA MOBILE!! Quest'ultima collegata all'andamento del mercato europeo e dei suoi indici salariali nonché ai parametri contrattuali nostrani grantirebbe gradualmente la soppressione di tutte le ingiustizie salariali. Ma sindacati,politici(se ne resta qualcuno),Monti e la buon Fornero sembrano pensare ad altre chimere e promesse da marinaio.. Queste ingiustizie potrebbero essere risolte definitivamente ma purtroppo la ns classe politica ed i nostri sindacati non esistono più da diversi anni..
Italia=salari gente normale ultimi in Europa!! Salari parlamentari 1 in Europa!!Vergogna!!
27.02|10:52 Zio-Nick
Devo aggiungere pena(per non dire altro) alla vergogna? o il Prof Monti,Berlusconi,Bersani e compagnia cantante saprebbero darmi qualche spiegazione in merito? VERGOGNA!!!
Marchionne
27.02|10:52 luca_1963
ma dove vai con la tua Fiat? la sposti in Germania? Inghilterra? Francia? Spagna? Ormai anche Ikea produce in Italia e non più in Cina, ci sara' un motivo.
2009 ???
27.02|10:38 MarcoAP
I dati sono del 2009 ? Ma di che stiamo parlando ? Rifacciano i conti adesso, dopo la crisi che ha affondato la Grecia (con tutti i tagli che ne sono seguiti) e quella che ha messo in ginocchio la Spagna. Mi meraviglio del Corriere che presenta i dati vecchi di 3 anni come se fossero cose attuali.
Pagano sempre i soliti
27.02|10:38 franc2011
Abbiamo scoperto l'acqua calda siamo il paese in Europa dove gli stipendi della gente commune sono i più bassi , il contrario per i manager che rispetto all'europa dei loro colleghi sono i più alti, qui pagano sempre le classi più povere,Fornero vai a toccare anche queste persone sono troppo pagate per quello che fanno anzi non fanno nulla , Complimenti ci hai rubato 3 anni di vita allungando l'uscita alla pensione, il tutto per mantenere questi boiardi di stato.
Il prezzo delle medicine
27.02|10:37 andujar
Nell'autunno scorso ho soggiornato più di un mese a Valencia, ho avuto la necessità di comperarmi due confezioni di medicine che uso abitualmente, il costo è stato qualcosa meno della META', qualcuno potrebbe dirmi chi si rube l'altra metà. VORREI UN RISPOSTA! I politici italiani sono dei governanti inutili
IL COSTO DEL LAVORO IN ITALIA ? TROPPO ALTO !
27.02|10:37 soccorsorosso
cosi' ci e' sempre stato insegnato fino allo sfinimento dai grandi persuasori mediatici (e guai a contraddirli, passavi per vetero comunista.) L'errore che viene fatto e che e' oramai palese a tutti e' che si sommano le tangenti con il costo del lavoro: risultato : un chilometro di autostrada costa tre volte piu' che in Francia
Le cifre della mia busta paga :
27.02|10:37 PP_1234
Questa e' una qualunque delle mie buste paga, non ci sono straordinari ne tentomeno rimbirsi. Totale competenze : 7.878,39 Totale trattenute : 5.308,79 Arrotondamento : 0,50 Netto del mese : 2.570,00 Ogni mese ho 5.000 euro di trattenute !!! Pago io per tutti quei barboni truffatori che non pagano !!! GRAZIE !
Vergognatevi:Sindacati,Monti,Fornero,Politici: riadattate la SCALA MOBILE!!!
27.02|10:37 Zio-Nick
Il dramma in Italia non è solo la discrepanza dei salari italiani rispetto a quelli europei ma sopratutto la disparità salariale tra uomini e donne per non parlare poi di moltissimi giovani impiegati che a parità di competenze e di inquadramento guadagnano molto più degli impiegati di vecchia data solo per essere stati assunti con contratto più alto. Questa è una vergogna tutta italiana che potrebeb essere risolta in un batter d'occhio con uno strumento semplicissimo: LA SCALA MOBILE!! Quest'ultima collegata all'andamento del mercato europeo e dei suoi indici salariali nonché ai parametri contrattuali nostrani grantirebbe gradualmente la soppressione di tutte le ingiustizie salariali. Ma sindacati,politici(se ne resta qualcuno),Monti e la buon Fornero sembrano pensare ad altre chimere e promesse da marinaio.. Queste ingiustizie potrebbero
amici,
27.02|10:37 Lettore_2190276
l unica maniera per risalire è dare di piu e chiedere meno, a cominciare pero dai nostri amministratori che devono dare l esempio. a me viene gia il voltastomaco a pensare alle prossime elezioni a vedere quelle faccette che chiedono il voto
La quantità di ricchezza in circolazione è limitata
27.02|10:37 MarcoAP
Se in Italia ci sono più persone che rubano, ne avanzerà di meno per gli onesti.
Pagano sempre i soliti
27.02|10:37 franc2011
Il tuo commento
Anche con i dati alla mano...
27.02|10:37 il_sudista
dicono che non è vero...che sono statistiche falsate! Imprenditori scandalosi, siete voi la palla al piede dell'Italia non gli operai. Perchè questa sarebbe una statistica sfalsata mentre i paragoni dell'art 18 con le leggi europee sono sacrosanti? Operai di tutto il mondo unitevi! Oggi come ieri bisogna lottare per non farsi fregare.
@Lettore1000
27.02|10:22 balkanian
Scusa, ma Lei dove vive? Guardi che vivere a Monaco (di Baviera) costa MOLTO MA MOLTO MENO che vivere (?) a Palermo. L'unica cosa che potrebbe costare meno a Palermo e' il riscaldamento(ma non ne sono convinto, visto che a Monaco le case sono supercoibentate e a Palermo si sente anche il respiro del vicino di appartamento), nonche' il cappuccino e cornetto al bar. Inoltre la parola "Vivere" per Palermo la tramuterei in "sopravvivere". Perche', secondo voi a Palermo funziona la Sanita' come a Monaco?, le strade sono pulite come a Monaco? ometto altre cose per amor di patria. E credo che , riscaldamento a parte, perfino a Milano (se non stai prorio in centro) la vita sia meno cara che a Palermo.
Che dite politici?
27.02|10:22 romarg
dopo la pubblicazione degli stipendi on line dei dirigenti dello stato, prenderei questo dato e lo farei leggere hai nostri economisti del governo, cosa dite' perche in italia ci si adegua in un istante per fare gli aumenti su tutto rispetto alla media europea, e non si fa niente per gli stipendi?
Tutto il marcio dell'Italia sono:"le pensioni, e l'articolo 18"
27.02|10:22 atrebor
Non e' per caso che siete voi imprenditori che guadagnate troppo e affamate il popolo? io credo che siate voi gli incapaci(PER modo di dire) perche' a fare i vostri interessi siete bravissimi.Come fa una persona a guadagnare 7.5 milioni di euro all'anno? e poi fare le riforme per mandarci in pensione piu' tardi e toglierci l'art. 18? con che coraggio questa gente ancora apre la bocca? con il mio stipendio di un mese, le loro mogli si pagano il centro benessere per un week end,perche' troppo stressate,infatti credo che si a abbastanza stressante pensare come spendere tutti quei soldi, davvero alienante,e' molto piu' facile pr noi poveracci arrivare a fine mese,non dobbiamo spremere le meningi per come spenderli...non li abbiamo,tutto molto meno alienante.VERGOGNOSI, solo in Italia possono succedere queste cose.Vorrei anche sapere cosa e' costato alla comunita' 10 anni di processo MILS per l'ex premier? ilsig, Ghedini pagato d anoi contribuenti per fare il parlamentare, non e' mai entrato in parlamento, troppo occupato ad andare in giro per i processi di berlusconi...Marcegalgia e Fornero, questi sono gli assenteisti strapagati da noi... non l'operaio che fa la pausa caffe' un po' piu' lunga, magari dopo 4 ore di catena di montaggio o ai forni!!!!!! SIETE UN GOVERNO TECNICO BIS BERLUSCONI...ALTRO CHE TECNICO E IL PD VI DA ANCHE I VOTI...hanno paura di perdere la poltrona ...
BUFALE - CHE VERGOGNA
27.02|10:20 MassimoSpagna
Un salario lordo senza tenere presente il TFR non è paragonabile ad uno spagnolo che NON ha it TFR. Siamo sempre i soliti ''manipolatori'' dell'informazione. Stessa cosa succede per i dati della discoccupazione in Italia, falsati dalle furberie della cassa integrazione che non entra nella statistica della disoccupazione come negli altri paesi. Saluti
Mezza verità
27.02|10:20 Lettore_2177017
E' vero che i dipendenti Italiani hanno uno stipendio medio mensile più basso delle controparti. Quello che non si dice è che al datore di lavoro un dipendente Italiano costa almeno il 35% in più della media Europea e che se si sommano tredicesima, quattordicesima e TFR al netto dei 35 giorni di ferie + festività soppresse + permessi obbligatori la retribuzione oraria pro capite è esattamente in linea con la media.
Stef60
27.02|10:20 andujar
Completamente d'accordo! Siamo nella cacca e non ne verremo più fuori, anche l'Europa ci è contro. l'unica è emigrare e smettere di pagare le tasse per mantenere e bene tutti questi parassiti.

Stipendi dipendenti, Italia fra le ultime d'Europa

Statistica di Eurostat mostra che gli stipendi dei dipendenti delle aziende italiane sono tra i più bassi d'Europa, inferiori anche a Grecia e Spagna.
Uno studio effettuato da Eurostat mostra che l'Italia è fra i paesi europei dove gli stipendi dei dipendenti delle aziende con almeno 10 impiegati è fra i più bassi d'Europa al 12° posto fra i Paesi dell'Eurozona, dietro anche a Irlanda, Grecia, Spagna e Cipro. Questo nonostante la nostra economia sia - si dice - al 3° posto continentale e nonostante un altro studio effettuato mostri che le retribuzioni medie dei top manager di aziende quotate italiane siano al 2° posto nella Ue.
In particolare, la media italiana delle retribuzioni (lo studio si riferisce a dati del 2009 e riguarda le aziende dell'industria o dei servizi) è di 23.406 euro lordi annui, cifra che ci permette di superare solo i "colleghi" assunti presso società di Malta, Slovacchia, Slovenia e Portogallo che chiude la classifica con una media di 17.129 euro ogni 12 mesi. Ma questi Paesi hanno però superficie, popolazione e sviluppo industriale ben diversi da quelli dell'Italia.
Ma quello che emerge dallo studio è anche che l'incremento di tali retribuzioni, rispetto al 2005, pone la Penisola a livelli molto bassi ben al di sotto degli aumenti fatti registrare altrove.
Andando con ordine, si nota che i dipendenti con gli stipendi migliori si trovano in Lussemburgo: in questo caso, il guadagno è di 48.914, ossia più del doppio rispetto all'Italia. Subito sotto, l'Olanda (44.412) seguita da Germania (41.100), Irlanda (39.858), Finlandia (39.197), Francia (33.574) e Austria (33.384). Quello che però deve far accendere un campanello d'allarme è che anche i dipendenti delle aziende di Grecia, Spagna e Cipro a fine anno - oltre che a fine mese - guadagnano di più: 29.160 euro per gli ellenici, 26.316 per gli iberici e 24.775 euro per gli abitanti dell'isola mediterranea.
Ed ecco le differenze tra le retribuzioni del 2005 e quelle del 2009: il rialzo registrato in Italia è appena del 3,3%, contro il +29,4% della Spagna e il +22% del Portogallo. Colpa dell'avvento dell'Euro? Colpa della crisi, del carico fiscale o della minor produttività? O del costo del lavoro? Fatto sta che in 4 anni, gli emolumenti lordi annui dei dipendenti del piccolo Lussemburgo sono aumentati del 16,1%, quelli dell'Olanda del 14,7%, quelli del Belgio dell'11% e quelli di Francia e Germania del 10 e del 6,2%.
L'istituto di statistica europeo ha anche reso noto i risultati le cifre sulla differenza media degli stipendi di uomini e donne, o "unadjusted gender pay gap", che vede la percentuale italiana vicina al 5% (in Europa è del 17%) anche a causa dello scarso ricorso al part time per il gentil sesso.

Fonte:
http://www.manageronline.it/articoli/vedi/5745/stipendi-dipendenti-italia-fra-le-ultime-deuropa/

Stipendi europei

classifica secondo i dati Eurostat: sono calcolati i redditi medi lordi rilevati nel 2009
PAESE RETRIBUZIONE
LORDA ANNUA
LUSSEMBURGO 48.914
PAESI BASSI 44.412
GERMANIA 41.100
BELGIO 40.698
IRLANDA 39.858
FINLANDIA 39.197
FRANCIA 33.574
AUSTRIA 33.384
GRECIA 29.160
SPAGNA 26.316
CIPRO24.775
ITALIA 23.406
PORTOGALLO 17.129
SLOVENIA 16.282
MALTA 16.158
SLOVACCHIA 10.387
26 febbraio 2012 | 16:25

Lavoro, i salari italiani tra i più bassi dell'Eurozona

Roma, 26 febbraio 2012 - Lavorare in Italia non 'paga' quanto in Olanda o in Germania. E non in termini di soddisfazioni, ma proprio in termini materiali e di stipendio. Nel 2009, nel Belpaese, un dipendente di un'azienda con almeno 10 persone ha guadagnato in media 23.406 euro lordi: circa la metà che in Lussemburgo (48.914), Olanda (44.412) o Germania (41.100).
Secondo i dati Eurostat, pubblicati nel recente rapporto 'Labour market statistics', infatti, il nostro Paese risulta tra quelli con le retribuzioni lorde annue più basse in Europa. La Penisola si piazza in dodicesima posizione nell’area euro, fanno meglio anche Irlanda, Grecia, Spagna e Cipro. Insomma anche guardando ai cosiddetti 'Pigs', l’Italia riesce a superare solo il Portogallo (17.129).
Eurostat riporta l’elenco delle paghe lorde medie annue dei Paesi dell’Unione europea, nell’ultimo rapporto diffuso ‘Labour market Statistics’, anche per gli anni precedenti all’ultimo aggiornamento (2009), così da poter anche osservare la crescita delle retribuzioni. L’avanzamento per l’Italia risulta tra i più ridotti: in quattro anni (dal 2005) il rialzo è stato del 3,3%, molto distante dal +29,4% della Spagna, dal +22% del Portogallo. E anche i Paesi che partivano da livelli già alti hanno messo a segno rialzi rilevanti: Lussemburgo (+16,1%), Olanda (+14,7%), Belgio (+11,0%) e Francia (+10,0%) e Germania (+6,2%).
L'Italia si salva nelle differenze di retribuzioni tra uomini e donne, quello che Eurostat chiama "unadjusted gender pay gap", l’indice utilizzato in Europa per rilevare le disuguaglianze tra le remunerazioni (definito come la differenza relativa, espressa in percentuale, tra la media del salario grezzo orario di lavoratori e lavoratrici). Sempre nel 2009 la forbice, nel nostro paese, si assesta di poco sopra il 5%, ampiamente sotto al 17% della media europea. Meglio di noi fa solo la Slovenia.
Purtroppo non è tutto oro quel che luccica. A ridurre le differenze di stipendio in Italia contribuiscono fenomeni di cui non si può andare fieri, come il basso tasso di occupazione femminile e lo scarso ricorso (a confronto con il resto d’Europa) al part time. Non a caso tra i Paesi che vantano una minor divario ci sono anche Polonia, Romania, Portogallo, Bulgaria, Malta, ovvero tutti stati con una bassa partecipazione delle donne al mercato del lavoro.
FORNERO - Sui dati Eurostat è intervenuta anche il ministro del lavoro Elsa Fornero, commentando che in Italia abbiamo "salari bassi e un costo del lavoro comparativamente elevato. Bisogna scardinare questa situazione, soprattutto aumentando la produttività".

Fonte:
http://qn.quotidiano.net/cronaca/2012/02/26/673281-stipendi-italiani-piu-bassi-eurozona.shtml

domenica 26 febbraio 2012

Marco Simeon - Opus Dei - P4 - Massoneria - Vaticano

Il segreto è un potere: “In Vaticano insegnano: chi sa non dice, chi dice non sa. E io non dico mai troppo”. Il 33 enne Marco Simeon è un equilibrista fra fede e denaro, banche e chiese, chiaro e scuro: ossequioso direttore di Rai Vaticano e responsabile relazioni istituzionali e internazionali di viale Mazzini, discepolo di maestri diversi e controversi fra il cardinale Tarcisio Bertone e il faccendiere Luigi Bisignani, fra il cardinale Mauro Piacenza e il banchiere Cesare Geronzi. Non appare mai. Non parla mai. Non commenta mai: “Questa è la mia prima intervista”. Dove c’è scandalo, c’è il nome di Simeon.

Inchiesta appalti e cricche che frantuma la Protezione Civile di Guido Bertolaso: viene beccato al telefono con Fabio De Santis, l’ex provveditore alle Opere pubbliche in Toscana. Veleni e tensioni in Vaticano, monsignor Carlo Maria Viganò denuncia al cardinale Bertone malaffare e corruzione e accusa Simeon di calunnia. Ultimi documenti che circolano dietro le mura leonine: è lui il referente per la P 4 di Bisignani dentro la Santa Sede.
Chi è Simeon?
Un ragazzo di Sanremo, figlio di un benzinaio.

Questa è una favola. Nessuno ci crede. Lei è un protetto del cardinale Bertone, il segretario di Stato.
Il cardinale è un maestro. Mi ha sempre consigliato le strade migliori. Ognuno gioca la sua carta: Bertone per me non è una carta, ma una relazione importante. L’ho conosciuto nel 2003, appena nominato arcivescovo di Genova. Anzi, prima incontrai il precedente Segretario di Stato, il cardinale Angelo Sodano, tramite il vescovo di Ventimiglia, Giacomo Barabino.

Che faceva a Sanremo?
Collaboravo con la Chiesa, fu una mia scelta universitaria per la tesi che scrissi sul ruolo del Segretario di Stato.

All’improvviso arriva a Roma, neanche laureato, ambasciatore in Vaticano prima per Capitalia e poi per Mediobanca.
Il mio esordio in Santa Sede è merito dell’ex ministro Giuliano Urbani, che mi offrì di gestire i rapporti istituzionali, prima che io diventassi consulente per Banca Intesa.

Come ha conosciuto Urbani?
Grazie a un comune amico, l’ingegnere Giuseppe Corigliano, allora portavoce dell’Opus Dei.

Lei è soprannumerario dell’Opus Dei?
No, non ho mai aderito. Ho frequentato l’Opera durante l’università a Milano e conosco tante persone dell’Opus Dei. Ho sempre vissuto un rapporto istituzionale con la Chiesa, il mio unico capo è il Santo Padre.

A 26 anni già gestiva gli affari di Capitalia in Vaticano. Com’è possibile?
Mi presentarono a Cesare Geronzi, il banchiere istituzionale per eccellenza.

Chi la presentò?
Un amico in comune.

Benedetti amici in comune.
Io ho la passione per le pubbliche relazioni.

Come Luigi Bisignani. 
Questa qualità mi accomuna a lui.

E dunque chi le presentò il faccendiere? 
Non era difficile incontrare Gigi a Roma.

Neppure semplice.
Tante persone parlavano con lui. Provo sentimenti di profonda stima e affetto per Gigi, non ha mai avuto interessi economici con me. E non l’ho dimenticato neanche nei momenti più difficili.

Cos’è la P4?
Non l’ho capito.

Bisignani ha patteggiato una condanna di 1 anno e 7 mesi.
É una persona valida e perbene. Per interloquire con il Vaticano non aveva bisogno di me.

Che fa Bisignani?
Il lobbista. É un occhio informato su tutto ciò che avviene in Italia e io lo ascoltavo per capire il nostro Paese.

Lei è un massone?
No. Posso solo dire che la massoneria è una componente fondamentale del potere in Italia.

Ecco emergere un Bisignani in sedicesimo.
Divertente: il nuovo B 16. Di Gigi ce n’è uno solo, basta e avanza.

Lei disse al suo amico Bisignani: “Quello di Lirio Abbate sull’Espresso è un articolo di merda e nessuno lo ha accorciato”.
Era uno sfogo. Fui avvisato che sarebbero uscite due pagine su di me a firma di Lirio Abbate.

Da chi fu avvisato?
Non da qualcuno del settimanale. Mi lamentavo perché l’articolo non era stato corretto.

Sarà la sua abitudine a diffondere notizie sul Vaticano, a direzionare l’informazione, come scrive mons. Viganò.
Completamente falso. Non sono io il vaticanista occulto del Giornale.

Viganò dice il contrario.
Perché prese sul serio un pettegolezzo del vaticanista Andrea Tornielli, che poi mi ha chiamato per scusarsi. Non ho rancore per lui. Viganò ha ricevuto notizie sbagliate. Agiva in buona fede, però.

Lei conosce sia Bertone sia Bagnasco. Cos’è la guerra in Vaticano?
Non vedo guerre. E smentisco qualsiasi rottura fra il Papa e Bertone oppure fra Bertone e Angelo Bagnasco (presidente della Conferenza episcopale italiana)

Chi sono i corvi? 
Bertone ha dichiarato che si nascondono nella boscaglia. Il potere non si esprime con lettere anonime. I corvi sono quelli che, seppure all’interno, sentono una forte avversione per la Chiesa.

Vogliono spodestare Benedetto XVI?
Fra i dodici apostoli c’è anche Giuda.

Chi sarà il successore di Papa Ratzinger?
Lunga vita al Papa. Non confondiamo la preoccupazione per la salute del Papa con la voglia di una successione.

Una voglia che coinvolge anche Bertone?

É un argomento lontano.

Perché ha suggerito a Bertone la nomina di Lorenza Lei a direttore generale della Rai?
Ho semplicemente sostenuto Lorenza negli ambienti che conosco e che frequento perché la considero una dirigente straordinaria. Anche l’ex direttore generale Agostino Saccà è stato di aiuto, essendo un dirigente bravissimo e un uomo di Chiesa.

Ma su Lorenza Lei ha cambiato idea. 
Non è vero. Ci sentiamo quasi tutti i giorni. Non solo perché è cattolica. E non come dite voi perché siamo insieme nell’Opus Dei.

Lorenza Lei appartiene all’Opus Dei?
Non saprei.

Chi ha raccomandato Marco Simeon a Mauro Masi per diventare direttore istituzionale di viale Mazzini?
Non certo Bisignani.

E chi?
A quel tempo lavoravo per Geronzi.

Aveva appena chiuso un affare stratosferico per una par-cella di 1, 3 milioni di euro: la vendita di un complesso in viale Romania, di proprietà del Vaticano, al gruppo Lamaro di Toti. 
Ho svolto il mio compito di consulente del gruppo, ricevendo una parcella leggermente inferiore.

Malelingue insinuano che lei sia il figlio di Bertone.
Assomiglio troppo a mio padre.

Presto tornerà a lavorare per una grande banca italiana?
Non lo escludo.



*Fonte: il Fatto Quotidiano


Fonte: http://isegretidellacasta.blogspot.com/


"La P4 in Vaticano". È l´inquietante titolo di un anonimo documento che circola nei palazzi pontifici provocando scompiglio, interrogativi e preoccupazioni tra le gerarchie d´Oltretevere. Una bozza di 50 righe al veleno con accuse di malaffare, furti e corruzioni rivolte a monsignori, vescovi e alti prelati.
Bisignani nell´anonimo documento viene descritto come uno dei «membri della P4 che ha legami diretti con il Segretario di Stato», insieme a Marco Simeon, direttore delle relazioni internazionali della Rai e di Rai-Vaticano, protetto dal cardinale Bertone, e monsignor Paolo Nicolini, responsabile amministrativo del Governatorato e dei Musei Vaticani.
Vera e propria tangentopoli pontificia orchestrata - si legge nella bozza filtrata dal Governatorato e diffusa nei piani alti della Segreteria di Stato - da oscuri burattinai tramite il ramo vaticano della P4, l´associazione segreta per la quale nei mesi scorsi era stato arrestato - per reati commessi in Italia - Luigi Bisignani, che alla fine ha patteggiato un anno e sette mesi di reclusione dopo una condanna per associazione a delinquere, favoreggiamento, rivelazione di segreto e corruzione.
«Purtroppo è un quadro allarmante difficilmente smentibile, con tante verità e qualche eccesso, ma delineato in tutta la sua infernale drammaticità», confida in Curia un prelato di lungo corso, che sul ruolo della P4 vaticana ammette che «nessuno potrà negare che da troppo tempo ormai in Vaticano ci sono giri d´affari poco chiari e casi di corruzioni che nessuno ha avuto il coraggio di denunciare, ad eccezione dell´ex segretario generale del Governatorato, il vescovo Carlo Maria Viganò, inspiegabilmente spostato alla nunziatura di Washington».
Vicenda poco chiara a cui fa ampiamente riferimento il documento che - privo di timbro, senza firma - presenta Viganò come vittima di una congiura del "partito" dei prelati contrari alla sua voglia di "pulizia". «Su mandato del Santo Padre - si legge, infatti, nel documento segreto - nel 2009 monsignor Viganò viene inviato al Governatorato per fare pulizia. Scopre un sistema diffusamente corrotto e chiede aiuto al diretto superiore, il cardinale (presidente) Giovanni Lajolo e al Segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone, per mettervi ordine».
«Che la Curia fosse vittima degli intrallazzi della cosiddetta P4 vaticana non è un mistero per nessuno. Quel che è ancora più grave - ammettono quei pochi monsignori che non nascondono la loro indignazione - è che certi personaggi colti nelle mani nel sacco agiscono ancora indisturbati in determinati istituzioni dove circolano tanti soli come i Musei vaticani e, per gli appalti, al Governatorato, dove ai nuovi assunti qualche ben noto monsignore pare che abbia imposto la cessione dei primi 2 stipendi, pena l´immediata perdita del posto di lavoro».
Ma, «uomini legati alla P4 che mantengono legami solidi con il Segretario di Stato - accusa l´anonimo estensore della bozza - decidono che per salvaguardare i loro interessi debba essere allontanato. La calunnia è la loro arma e per paura e codardia lo stesso Lajolo si rifiuta di difenderlo». Da qui la decisione presa dai vertici pontifici di "promuovere" Viganò nunzio negli Usa, bloccandogli una sicura nomina cardinalizia.
Altri interrogativi: i rapporti tra Simeon («collegato con Bisignani») e i cardinali Bertone e Mauro Piacenza «non risalgono - si legge nella bozza - ai tempi in cui Simeon agiva per conto di Cesare Geronzi nel settore bancario ed aiutò la curia genovese in vari affari nel corso del mandato del cardinale Bertone?». Ed inoltre, è vero che «il cardinale Segretario di Stato è intervenuto in prima persona per far nominare Simeon alla Rai-Vaticano» e che «con l´aiuto dello stesso Simeon Bertone ha usato la sua influenza per fare nominare Lorenza Lei a direttore generale della Rai?».
«Ma, in definitiva, perché Bertone protegge personaggi come Profiti e Simeon, ma fa mandare negli Usa Vigano?», si chiedono Oltretevere, dove tutto quel che sta succedendo viene fatto risalire «allo scontro che da mesi è in corso tra due fazioni contrapposto, la cosiddetta cordata dell´Accademia Ecclesiastica capitanata dall´ex segretario di Stato Angelo Sodano ed il "partito" pro Bertone, affiancato dai neo porporati Piacenza, Calcagno, Filoni...».
Altro personaggio «chiacchierato», il direttore generale dell´ospedale Bambino Gesù di proprietà del Vaticano, Giuseppe Profiti, del quale nella bozza si ricorda di essere stato «condannato per turbativa d´asta e riciclaggio» di essere «amico diretto del cardinale Bertone e legato a Simeon» e che «ha manovrato per creare un polo di ospedali cattolici, il Bambin Gesù, Casa Sollievo della Sofferenza di san Giovanni Rotondo, il San Raffaele e l´Università Cattolica tramite l´Istituto Tognolo».
*fonte: Repubblica