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venerdì 18 luglio 2014

Stipendi svizzera canton ticino

il salario lordo mensile nel Canton Ticino è di 5121 franchi.
Poi arrivano molte tabelle, a partire dai  salari medi nel Canton Ticino per quelli che loro indicano come i venditori e le venditrici che effettuano la vendita al dettaglio. I commessi, insomma.
Poi offrono diverse statistiche dei salari suddivise per diploma conseguito,  per permesso di lavoro e per professione. Infine mostrano i salari dei Top Manager in Svizzera nel 2012.
Alcuni esempi: vendita al dettaglio
Coop (Contratto collettivo)
Venditore/venditrice: ~3800 CHF/mese
Vendita al dettaglio: ~4000 CHF/mese
Amministratzione: ~4100 CHF/mese
Migros (contratto collettivo)
Venditore/venditrice: ~3800 CHF/mese
Vendita al dettaglio: ~3900 CHF/mese
Amministrazione: ~3900 CHF/mese
Lidl (contratto collettivo)
Venditore/venditrice: ~3800 CHF/mese
Vendita al dettaglio: ~3900 CHF/mese
Amministrazione: ~4000 CHF/mese
Kiosk (contratto collettivo)
Venditore/venditrice: ~3800 CHF/mese
Vendita al dettaglio: ~3900 CHF/mese
Amministrazione: ~3900 CHF/mese
Aldi
Venditore/venditrice: ~3800 CHF/mese
Vendita al dettaglio: ~3900 CHF/mese

Renzi, che te ne pare?
Ed ecco i salari nel Canton Ticino suddivisi per diploma
Le statistiche mostrano gli stipendi medi in funzione del diploma conseguito. “Dalle statistiche si può evincere che esiste una relazione diretta fra la formazione e il salario lordo mensile.
Nel caso di una formazione specifica (es. vendita al dettaglio) il salario lordo si aggira sui 4000 franchi al mese. Anche se l’attività lavorativa fosse di tipo manageriale, la media si aggira sui 5000 franchi (20% in più).
Nel caso invece di una formazione universitaria il salario medio si aggira sui 7400 franchi mensili.
Se l’attività lavorativa è di tipo manageriale lo stipendio lordo mensile medio supera i 10’500 franchi (30% in più)”.
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Salari nel Canton Ticino suddivisi per permesso di lavoro. Ebbene, i lavoratori con permesso L, B oppure C guadagnano in media meno degli svizzeri. La differenza si aggira fra il 10% e il 25%.
Tuttavia, per le posizioni manageriali, i non Svizzeri guadagnano in media il 10% in più. Pertanto, scrive la redazione di carriere.ch, la formazione, l’esperienza e le capacità manageriali hanno il sopravvento sulla “nazionalità”.
Ogni media per permesso di lavoro è rappresentata da 3 colonne:
- la prima è la media dei salari (colonne blu),
- la seconda (rosso) è il salario medio per le donne
- mentre la terza colonna (verde) è il salario medio per settore per gli uomini.
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Salari nel Canton Ticino suddivi per attività di lavoro
Vediamo le altre categorie come se la passano.
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stipendi in Germania, confrontate il vostro!

fonte:

Mestiere Stipendio medio mensile lordo full time
Cameriere 1635
Parrucchiere 1662
Insegnante di danza 1852
Cassiere nel commercio al dettaglio 1855
Receptionist 1857
Cuoco 1881
Conducente di autobus 2090
Assistente studio medico 2097
Fisioterapista 2109
Assistente agli anziani 2110
Assistente alla vendita nel commercio al dettaglio 2111
Falegname 2112
Custode 2114
Saldatore 2165
Impiegato agenzia di viaggi 2192
Call-Center-Agent 2234
Ottico 2245
Impiegato amministrativo 2253
Meccanico auto 2297
Montatore 2403
Direttore di ristorante 2414
Odontotecnico 2424
Maestro/Educatore 2458
Fotografo 2476
Scenografo  2503
Grafico 2512
Infermiere 2546
Meccanico industriale 2547
Segretaria 2548
Disponente – Addetto alla logistica 2593
Musicista 2597
Attore 2599
Chef 2638
Muratore 2649
Web-Designer/in 2671
Direttore di punto vendita nel commercio al dettaglio 2734
Disegnatore tecnico 2776
Tecnico elettronico 2787
Impiegato servizio al cliente 2841
Impiegato commerciale 2852
Traduttore 2878
Insegnante nella scuola privata 2893
Venditore di auto 2894
Copy writer 2921
Sviluppatore web 2969
Event-Manager 2993
Architetto 3196
Impiegato di Customer service tecnico 3246
Pianificatore di produzione 3274
Amministratore di rete o di sistema 3275
Consulente bancario per gli investimenti 3295
Redattore 3348
Art Director 3350
Tecnico di produzione in serie 3376
Content Manager 3399
Responsabile vendite nei servizi 3443
Regista 3468
Online-Marketing-Manager/in 3517
Ingegnere civile 3531
Direttore scolastico 3541
Export-Manager 3545
Compratore 3577
Designer industriale 3595
Direttore di cantiere 3664
Selezionatore personale 3668
Consulente PR 3686
Ragioniere addetto al bilancio 3761
Manager della qualità 3762
Ricercatore di mercato 3815
Insegnante nelle scuola pubblica 3874
Medico  3877
Karriere-Coach 3895
Amministratore di database 3925
Ingegnere ambientale 3945
Consulente assicurativo 3952
Assistente di direzione 3955
Sviluppatore software 3963
Specialista di risorse umane 3969
Professsore universitario 4061
Project manager in ambito scientifico 4097
Valutatore di immobili 4219
Infermiere a domicilio 4266
Controller 4302
Account manager pubblicità 4323
Sviluppatore SAP 4357
Ingegnere elettronico 4472
Ingegnere di progetto 4508
Product manager 4567
Avvocato 4571
Ingegnere di produzione 4590
Sviluppatore di progetto 4670
Consulente bancario per mutui e finanziamenti 4724
Consulente IT 4756
Addetto alla sicurezza IT 4811
Project manager in ambito medico 4811
Consulente SAP 4843
Consulente fiscale 4911
Matematico attuariale 5020
Ingegnere responsabile vendite 5209
Cash/Treasury-Manager 5252
IT project manager 5348
Consulente aziendale 5367
Medico specialista 5690
Ingegnere esperto di brevetti 5710
Direttore di hotel 5779
Risk manager 6037
Agente di borsa 6091
Gestore di fondi 6567
Direttore di filiale bancaria 6592
Responsabile produzione 6643
Direttore di azienda o stabilimento 6904
Capo del personale 7851
Primario d'ospedale 8064
Direttore marketing 8347
Direttore commerciale 9037
Direttore di azienda  12117
Primario 12971

lunedì 14 luglio 2014

Stipendio McKinsey - Bain - Boston Consulting Group BCG

fonte: https://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20080131121100AAuXF24

In genere, appena uscito, un consulente che si rispetti (ingegnere con master alla sant'anna di Pisa, ad esempio, oppure economista con lo stesso master, ovviamente con massimo, lode e bacio accademico, altrimenti non ti contattano neanche), dorme 6 ore a notte, e lavora tutto il resto del tempo (in societa' di consulenza potentissime come McKinsey, Bain&Co, Boston Consulting group ecc..).

Non esci dall uni e diventi manager, scordatelo. Nessuno ti vuole senza esperienza diretta nel settore. Allora sta a te nello scegliere il migliore campo di esperienza possibile.

In genere, per diventare manager gli step sono questi:


- Laurea e specializzazione con il massimo voto possibile e lode (e' un must, e' normale nel settore)

- Master in un istituto di eccellenza (Sant'anna di pisa ad esempio), con massima votazione (ovvio)

- Accettazione di un contratto per 2 anni con una societa' di consulenza strategica per multinazionali (McKinsey, Bain&Co, BostonConsultingGroup ecc..) dove dormirai 5-6 ore al giorno, analizzerai orgie di dati. Viaggerai pressocche' ogni giorno con aerei, per andare dai clienti (parlerai spesso con amministratori delegati di grandi societa'). Stipendio 1500 euro mensili, starai spesso in ambienti altolocati tutto spesato (hotel 5 stelle, viaggi 1ma classe, cene rimborsate sempre, ecc.)

- Accettazione di un Master Aggiuntivo MBA in Cina oppure alla Columbia University, durata 1 anno (spesato dalla societa' di consulenza, ma non il vitto e alloggio). stipendio 0, costi di affitto, mangiare, svago a tuo carico.

- Ritorno in Italia, contratto da manager con la societa' che ti ha pagato il master per 2 anni (obbligatori, da contratto). Stipendio oscilla da 3000 ai 5000 mensili, dipende dalla societa'.

- Continuum del contratto, oppure (consigliato), accettazione contratto come direttore generale in una societa' privata, circa 5-8 anni. Stipendio dai 10.000 ai 20.000 mensili.

- Picco, contratto come amministratore delegato di una grande societa' (se ti sei fatto valere, altrimenti resti direttore gen.). Stipendio, 500.000 a 3.000.000 di euro annui, + Stock option per 10-20 milioni di euro annui, in caso di performance ottime.

e poi continui cosi' per una 15-20na di anni. Molti, dopo, con il capitale accumulato, fondano societa' proprie e sono gia' milionari (infatti l obiettivo diventa diventare Miliardari, perche' milionari lo si e' gia')

venerdì 27 giugno 2014

Stipendio medico di base 5453 euro netti al mese - guarda il cedolino

 Fonte:
http://www.doctor33.it/forum/default.aspx?g=posts&t=2476
 ...
Ecco il cedolino di un mio stipendio tipo con 1651 pazienti: Dai 5.453 euro "netti" vanno detratti: affitto ambulatorio + spese condominiali 950 euro Donna delle pulizie + tassa smaltimento rifiuti: 250 euro Spese varie : benzina, commercialista, assicurazione... 350 euro Irpef residuo + tasse varie 900 euro ... e si arriva tranquillamente ai circa 3000 euro di reddito vero, spendibile, che avevo dichiarato...
http://www.scianca.net/cedolino.jpg

giovedì 19 giugno 2014

Stipendi del clero. Quanto prendono parroci, vescovi, arcivescovi e cardinali. Per finire con il reddito del Papa

Quando guadagna un parroco al mese? E quanto prende un cardinale? E Papa Francesco: ha uno stipendio? Partendo da uno spunto di cronaca - i parroci di Bergamo che hanno deciso di devolvere i loro mensili ai disoccupati del territorio - Il Messaggero pubblica oggi un'inchiesta sul rapporto tra soldi e Chiesa, elencando punto per punto tutti i "guadagni" del clero.
Un semplice prete prende circa mille euro netti al mese, poi vengono i parroci (che non possono guadagnare più di 1.200 euro al mese). I mensili dei sacerdoti e dei vescovi sono basati su una specie di punteggio che dipende dall'anzianità. I parroci con più esperienza possono arrivare fino a 1.200 euro al mese, mentre per i vescovi si arriva fino a 3.000 euro circa. Se un prete è anche insegnante di religione - spiega Il Messaggero - l'istituto versa solo la quota che manca per raggiungere il tetto stabilito dall'anzianità.
Più in alto si collocano gli arcivescovi capi di dicastero o di pontifici consigli: in questo caso, gli stipendi variano dai 3.000 ai 5.000 euro. Più in alto ancora i cardinali, che in media guadagnano circa 5.000 euro, a cui vanno aggiunte le offerte dei benefattori.
Delle pensioni si occupa il Fondo del Clero istituito presso l'Inps. Si tratta di solito di pensioni modeste, fatta eccezione per l'Ordinario Militare: 4.000 euro al mese, visto che questo arcivescovo viene per legge equiparato a un generale di corpo d'armata con il relativo vitalizio accordato ai militari di quel rango.
Sul fronte papale, si sa che Benedetto XVI godeva di una rendita di 2.500 euro, più le somme per i diritti d'autore dei suoi tanti libri. Francesco, invece, non percepisce alcuno stipendio, pur avendo la facoltà di attingere liberamente all'Obolo di San Pietro (fondo dello Ior che raccoglie donazioni per sponsorizzare progetti benefici).
Ciò che è accaduto a Bergamo, dove gli 800 parroci della diocesi hanno deciso di devolvere interamente i loro mensili a favore delle famiglie bisognose, risponde agli inviti di Francesco a condurre una vita semplice aiutando il prossimo. L'idea è venuta al vescovo Francesco Beschi, che a sua volta metterà sul piatto il suo stipendio di circa 2.600 euro. La diocesi ha già aperto un fondo destinato ai disoccupati cronici e a chi non riesce più a inserirsi nel mercato del lavoro. Già solo i parroci contribuiranno alla causa con 800.000 euro al mese.
Da quando è diventato Papa. Bergoglio ha fortemente incoraggiato comportamenti di questo genere, applicando anche una sorta di spending review vaticana. Innanzitutto ha abolito il tradizionale bonus per i dipendenti della Santa Sede durante la sede vacante e l'elezione papale (circa 1.000 euro in più al mese). Poi ha bloccato gli stipendi di tutti i dipendenti, congelando scatti di anzianità e promozioni. Ha anche tagliato i gettoni di presenza dei cinque cardinali membri della commissione di vigilanza dello Ior (25.000 euro all'anno). In Italia la principale fonte di entrate per la Chiesa continua a essere l'8 per mille: nel 2012 sono entrati nelle casse della Cei 1 miliardo 148 milioni 76 mila e 594 euro. A questo bisogna aggiungere le donazioni e le elargizioni dei fedeli.

Fonte:
http://www.huffingtonpost.it/2014/04/02/stipendi-del-clero_n_5074357.html

mercoledì 18 giugno 2014

Stipendi medi a Venezia 2014

Nel 2013 la retribuzione media lorda dei veneziani ha superato i 28mila euro, leggi 1.600 euro al mese. Dal 2008 (anno di inizio crisi) al 2013 gli stipendi sono cresciuti del 10,2 per cento mentre i prezzi sono saliti del 15,6%. Ecco, quel 5,4% di differenza rappresenta la perdita del potere d’acquisto nel Veneziano. L’indagine, che non tiene conto di atipici e partite Iva, rivela poi altri andamenti: gli uomini guadagnano molto più delle donne, nei servizi le retribuzioni sono più alte che nell’industria e nell’agricoltura, un amministratore delegato prende 45 volte in più di un operaio.Retribuzioni. Nel 2013 in media i dipendenti veneziani hanno guadagnato 28.050 euro lordi, circa 19.600 netti. Rispetto all’anno prima la crescita è stata impercettibile (0,8%), meno della tendenza registrata nel Veneto (+2%) e in Italia (+2,5%). Nel 2003 la retribuzione lorda annua si attestava a 22.160 euro

Fonte:
http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2014/06/18/news/gli-stipendi-aumentano-ma-i-prezzi-galoppano-1.9450823

venerdì 13 giugno 2014

Lo “stipendio” del colonnello della Gdf: vacanze e 30mila euro al mese

30mila euro al mese in contanti. E in più vacanze con soggiorno in residence di lusso in Sardegna, o anche gite in barca con i calciatori del Napoli. È questa lo “stipendio” di Fabio Massimo Mendella secondo quanto emerge dall’inchiesta della Procura di Napoli che ha condotto all’arresto, avvenuto ieri a Livorno, del colonnello della Guardia di Finanza, accusato di aver intascato le mazzette per evitare verifiche fiscali.

15, 20 E POI 30MILA EURO AL MESE – Dalle carte dei magistrati partenopei emerge un vero e proprio «sistema» di corruzione che coinvolge anche il generale Vito Bardi, comandante in seconda delle Fiamme Gialle. L’inchiesta riguarda in particolare i soldi versati a Mendella dagli amministratori della holding Gotha spa che si occupa di metalli. Ed anche a Bardi e ad altri ufficiali tuttora in servizio, questo è il sospetto degli inquirenti, potrebbe essere stata destinata una parte del denaro. Tutto emerge dal racconto proprio di uno dei protagonisti della vicenda, l’imprenditore Giovanni Pizzicato, che ha cominciato la sua collaborazione lo scorso novembre. Alcune dichiarazioni vengono riportate oggi dal Correre della Sera in un articolo di Fiorenza Sarzanini:
Nel 2005 venni avvicinato da un mio collega Pietro Luigi De Riu e mi disse che sarebbe stato bene che per la mia attività incontrassi un suo amico, il maggiore Fabio Massimo Mendella, con il quale fu organizzata una cena presso uno dei locali che all’epoca gestivamo, “La Scalinatella” di Napoli… De Riu ci propose di trovare un accordo economico con Mendella, in misura proporzionale al volume d’affari della società. Mi fu detto che con 15 mila euro al mese avremmo potuto star tranquilli… Cominciai quindi a pagare, ma poi nel tempo i versamenti sono cresciuti a 20 mila e poi fino a 30 mila euro. Non abbiamo avuto mai alcun controllo generale o comunque mirato dalla Guardia di Finanza. Complessivamente avrò versato oltre l milione di euro. Questi versamenti sono stati tutti quanti effettuati a Napoli… in qualche circostanza io avevo messo i soldi contanti in una confezione di un cellulare richiedendo alle mie segretarie di consegnarli al dottor De Riu. L’ultimo dei pagamenti è avvenuto a settembre, ottobre del 2012. Il contante lo abbiamo ritirato in banca in Italia fino al 2011 più o meno, poi ho utilizzato somme che venivano prelevate dai conti presenti in Lituania e Bulgaria.
VACANZE E GITE – Dal racconto di Pizzicato emerge che la collaborazione tra imprenditori e colonnello sarebbe continuata anche dopo il trasferimento del finanziere a Roma. Mendella avrebbe suggerito di spostare nella capitale la sede della società Gotha in modo da poter far partire una verifica pilotata. Pizzolato ha poi anche svelato di aver corrotto nel 2007 l’ufficiale della Guardia di Finanza con una settimana di soggiorno in un residence di Porto Rotondo e di aver organizzato nel 2006 una gita a Capri con il presidente degli industriali napoletani, amico di Mendella, che festeggiava a bordo della sua barca  il suo compleanno. Presenti anche i calciatori Ciro Ferrara e Fabio Cannavaro.

Fonte:
http://www.giornalettismo.com/archives/1519703/la-paga-del-colonnello-della-gdf-vacanze-e-30mila-euro-al-mese/

martedì 10 giugno 2014

Stipendi medi in Slovacchia a 821 euro al mese nel primo trimestre 2014

Lo stipendio mensile nominale medio è stato pari a 821 euro nel primo trimestre del 2014, con un ritmo di crescita del 4,1% a livello annuo (+1,6 punti percentuali), secondo i dati emessi dall’Ufficio di Statistica slovacco. I salari reali sono cresciuti del 4,2%, anche grazie a un moderato livello dei prezzi al consumo. Su base trimestrale, il salario nominale mensile destagionalizzato è invece aumentato dell’1%.
Il settore finanziario e assicurativo ha visto nel primo trimestre 2014 gli stipendi medi più alti (1.796 euro al mese – lordi), seguito dal comparto ICT (1.709 euro) e dalle società di fornitura di energia elettrica, gas e vapore (1.358 euro). Gli stipendi medi più bassi sono ancora quelli nell’alloggio e ristorazione (463 euro), attività varie (513 euro) e nelle costruzioni (566 euro).
Il maggiore incremento annuale è stato segnato nella finanza e assicurazioni (16,7%), davanti al settore estrattivo (13,7%) e ai servizi amministrativi (9,9%). La Regione di Bratislava è l’unica ad aver segnato uno stipendio medio nominale superiore alla media mensile (1.098 euro). All’altro lato della lista la Regione di Presov, con una media di 605 euro.
(Red)

http://www.buongiornoslovacchia.sk/index.php/archives/47892

domenica 8 giugno 2014

Stipendio capo clan dei casalesi, Antonio Iovine 100.000 euro al mese

'Affiliato al clan nell'85 con pungitura, sangue su santino. Commessi tanti omicidi, non li ricordo tutti'
7 giugno 2014
Ogni mese l'ex capo clan dei casalesi, Antonio Iovine, poteva contare su centomila euro per pagare gli "stipendi" ai suoi affiliati e per soddisfare le esigenze personali. Lo ha riferito lo stesso Iovine rispondendo in videoconferenza da una località segreta alle domande del pm Antonello Ardituro. Il boss provvedeva a retribuire le famiglie degli affiliati detenuti; un compenso maggiore andava a quelli detenuti in regime di carcere duro. Il sistema, ha spiegato Iovine, si incrinò tuttavia nel 2010 dopo la sentenza di appello Spartacus, quando il clan subì una frammentazione.
La cerimonia di affiliazione al clan nel 1985 "Fui affiliato al clan dei casalesi con la pungitura nel 1985, lo stesso giorno dell'omicidio Di Nuvoletta", ha ricordato l'ex boss raccontando la cerimonia con la quale entrò a far parte del clan dei casalesi. "Ad affiliarmi - ha spiegato - furono Antonio Bardellino e Vincenzo De Falco. Mi punsero un dito e fecero cadere alcune gocce di sangue su un santino. Pronunciai un giuramento le cui parole esatte non ricordo, ma nel quale mi impegnavo a non tradire il clan".
Perso il conto degli omicidi Iovine ha provato a fare il conto delle persone da lui uccise, ma non è stato in grado di ricordarle tutte: "Ho commesso tanti omicidi - ha detto - non li ricordo tutti". Il pentito si è soffermato in particolare sul primo omicidio al quale prese parte, quello di Ciro Nuvoletta, fratello del boss di Marano (Napoli) Aniello. L'omicidio, ha spiegato Iovine, rientrava nello scontro tra i mafiosi corleonesi, alleati dei Nuvoletta, e il gruppo dei casalesi. I siciliani avrebbero voluto che Antonio Bardellino uccidesse Tommaso Buscetta, ma Bardellino si rifiutò: per questo motivo, ha aggiunto Iovine, egli stesso fu poi assassinato in Brasile.
"Ora una svolta alla mia vita" "Ho iniziato la collaborazione per avere un futuro migliore, per dare una svolta alla mia vita": l'ex boss ha cominciato così il suo racconto di fronte ai giudici. Dal 13 maggio scorso Iovine è collaboratore di giustizia e viene sentito in teleconferenza al processo davanti al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) in cui è imputato, tra gli altri, l'ex sindaco di Villa Literno (Caserta) Enrico Fabozzi.  

fonte:
http://www.antimafiaduemila.com/2014060749884/mafia-eventi-campania/parla-il-pentito-iovine-ogni-mese-100mila-euro-per-pagare-stipendi.html

domenica 20 aprile 2014

Cgia: gli under 30 percepiscono in media 977 euro al mese

Il bancario, l'autista di macchine per movimento terra e il militare dell'esercito sono le professioni che garantiscono ai giovani con meno di 30 anni le buste paga più pesanti. Di contro, la baby sitter, il massaggiatore e la colf sono quelle dove gli occupati hanno gli stipendi più 'leggeri'. La retribuzione media dei dipendenti under 30 e' di 977 euro al mese. E' l'analisi della Cgia sui dati relativi alla retribuzione mensile dei lavoratori dipendenti con meno di 30 anni occupati in Italia nel 2013.

Paghe più pesanti per i bancari - Al top di questa graduatoria figurano i bancari e gli impiegati nelle assicurazioni: lo stipendio mensile è di 1.426 euro. Seguono gli autisti di macchine per il movimento terra e dei muletti, con una retribuzione di 1.230 euro, mentre al terzo posto troviamo il personale dell'esercito che porta a casa 1.207 euro netti al mese.

Stipendi più leggeri per colf e estetisti - Per contro, gli addetti alle pulizie con 721 euro, le baby sitter con 717 euro, i massaggiatori/estetisti con 705 euro, e le colf, con 559 euro, sono i mestieri dove i livelli retributivi sono i più bassi. "Va precisato - conclude Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia - che in queste attività sono molto diffusi i contratti part time e l'apprendistato che contribuiscono notevolmente ad abbassare la media retributiva.

Nota metodologica - Da un punto di vista metodologico, fa sapere la Cgia, i dati sulla retribuzione media mensile sono riferiti esclusivamente ai lavoratori dipendenti (poco meno di 2 milioni e 300 mila under 30 nel 2013). In questa analisi è stata rilevata la retribuzione netta, escluse altre mensilità (tredicesima, quattordicesima) e le voci accessorie non percepite regolarmente tutti i mesi (premi di produttività annuali, arretrati, indennità per missioni, straordinari). Per garantire una adeguata rappresentatività dei dati, sono state considerate le mansioni che occupano almeno 12 mila lavoratori dipendenti under 30. Pertanto, sono stati esaminati circa 1.900.000 dipendenti con meno di 30 anni, pari all' 86 per cento del totale nazionale.

fonte:
http://tg24.sky.it/tg24/economia/2014/04/19/lavoro_under_30_busta_paga_graduatoria_cgia.html

giovedì 17 aprile 2014

lunedì 27 febbraio 2012

Rubini direttore Enit : Monti non può mettermi un tetto allo stipendio

Rubini di Enit: Non ci sto.
Dicono che per legge l’auto blu non mi spetta, ma quelli prima di me ce l’avevano l’auto blu e io che sono un personaggio ugualmente importante, direttore generale dell’Ente del turismo, devo essere da meno?
Al telefono con il Fatto Quotidiano ragiona così Paolo Rubini, direttore dell’Enit, considerato un manager molto vicino all’ex ministro del turismo, Michela Vittoria Brambilla.
Nonostante la direttiva governativa numero 6 del 2010 e l’articolo 2 del decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 3 agosto dell’anno passato abbiano individuato nel dettaglio quali sono gli alti dignitari pubblici ad aver diritto a un “auto di servizio” e in questa schiera di eletti lui non ci sia.
Rubini non ha voluto sentir ragioni.
E tutti i giorni gira su un’auto blu con autista, noleggiata da un’azienda privata, la Nazionale società cooperativa.
A spese dell’Enit, naturalmente, cioè a spese dello Stato, cioè a spese di chi paga le tasse.

IL FATTO è entrato in possesso delle fatture per il noleggio, cifre salate: 5.470 euro il 22 dicembre 2011, per esempio; 4.081,20 un mese prima; altri 4.574,60 il 21 ottobre.
Rubini non molla: “Quell’auto non è a mia esclusiva disposizione”.
Gli facciamo presente che dalle fatture risulta che la usa tutti i giorni.
Lui ribatte: “C’è una bella differenza tra uso esclusivo e uso quotidiano”.
Mah?
Questa dell’auto blu, costi quel che costi, non è l’unica stramberia che sta uscendo dal mazzo di carte della gestione Enit.
Da un paio di mesi negli uffici dell’ente, nella palazzina liberty di via Marghera, a un passo da Termini a Roma, è in corso un’ispezione ordinata dal Ministero del Tesoro.
E ne stanno venendo fuori di tutti i colori.
Dal rifiuto di pagare il contributo di solidarietà stabilito dalla legge per quei manager pubblici che guadagnano più di 90 mila euro all’anno, alla decisione di affittare una lussuosa sede senza gara, come fosse un’eredità di famiglia e non un bene dello Stato, alle bollette mozzafiato dei telefonini dei dirigenti.
Sta emergendo, insomma, come all’Enit di Rubini si considerino una specie di realtà a sé stante, la Repubblica autonoma del turismo.
Anche la storia dei telefonini è probabilmente figlia di questa bizzarra visione uotonomista.
Per stipulare contratti di telefonia, gli uffici pubblici passano in genere per la Consip, società pubblica che indice le gare e sceglie i fornitori.

Anche all’Enit avevano un contratto del genere con Tim, con un codice per distinguere le telefonate di servizio da quelle private.
Ma l’hanno disdetto per far posto a Vodafone.
“Costa di meno”, precisa Rubini.
Ma a leggere le bollette vengono i dubbi.
Ce n’è una relativa al bimestre 24 luglio/23 settembre 2011 davvero esagerata: 54.195,40 euro per un numero di chiamate e sms che occupano la bellezza di 10 pagine di allegati.
“Colpa di un virus, Vodafone ha riconosciuto l’anomalia e stornato le somme”, incalza Rubini.
Ma anche le altre bollette “normali” presentano totali ragguardevoli.

Pure le vicende dell’affitto della dependance in via Magenta a Roma è assai curiosa.
Anche in questo caso c’è una legge precisa che regola la materia, una norma vecchia, ma tutt’ora in vigore: il Regio decreto del 18 novembre 1923.
Ancora una volta all’Enit, però, hanno fatto a modo loro.
Rubini ha ignorato le valutazione dell’Agenzia del Territorio e incaricato della faccenda un privato, l’ufficio Roma Centro di Stima Casa a cui ha pagato una parcella di 21.780 euro.
Poi senza gara ha affittato l’immobile come fosse roba sua.
Il contratto è stato firmato il 3 gennaio e la scelta è caduta sulla Federazione russa presso l’Onu (presso la Fao) a Roma.
Importo del canone, 30 mila euro al mese per 1.200 metri quadrati, più cortile di 415 metri quadrati, più dependance di altri 75 metri quadrati.
Soddisfatto forse di questo risultato, Rubini l’ha preso come uno sgarbo personale che lo Stato gli chiedesse il contributo di solidarietà previsto dal decreto Salva Italia di Monti, il 5 per cento sulle somme eccedenti i 90 mila euro l’anno e il 10% su quelle oltre i 150 mila.
Applicando la legge, il direttore del personale, Marco Montini, gli aveva trattenuto 4.492,36 euro sulla tredicesima e 1.307 euro sullo stipendio di dicembre.

Non l’avesse mai fatto: Rubini l’ha fulminato con un richiamo disciplinare.
Ovviamente Montini ha reagito facendo ricorso e allora Rubini si è rivolto alla Ragioneria generale dello Stato per avere un parere definitivo.

Arrivato il 9 febbraio a firma del del Ragioniere generale, Mario Canzio, che ha dato totalmente torto a Rubini ribadendo che il contributo i dirigenti pubblici lo devono pagare.
In più ha ricordato al direttore generale dell’Enit che per gli interim che si è auto assegnato (le sedi del Giappone, di Francoforte e la direzione Organizzazione) non può pretendere un euro di più.
Lo stipendio che prende basta e avanza.

Di Daniele Martini (Il Fatto Quotidiano) pagina 12

Stipendio 30000 euro al mese grazie alla politica

Quintuplicato lo stipendio ‘pubblico’ della moglie del Responsabile Pisacane 

Già consigliere regionale della Campania, Annalisa Vessella è amministratore delegato dell'Istituto di Sviluppo Agroalimentare, l'agenzia finanziaria di cui è socio unico il ministero dell'Agricoltura di Saverio Romano. L'aumento di retribuzione rivelato da un'interrogazione del deputato Pd Nicodemo Oliverio

Hanno quintuplicato il suo stipendio di amministratore delegato di un’azienda di Stato. Ed è già consigliere regionale della Campania a quasi diecimila euro al mese. E, per di più, è anche moglie di un parlamentare. Un’interrogazione parlamentare del Pd fa tornare la signora Annalisa Vessella agli onori della cronaca. E di riflesso anche il marito, Michele Pisacane. Annalisa e Michele, una famiglia che vive di politica. Alla grande. Lei l’abbiamo lasciata a settembre fresca di promozione da consigliera di amministrazione ad amministratore delegato dell’Istituto di Sviluppo Agroalimentare (Isa), a chiederci maliziosamente se esistesse un nesso tra la nomina e la circostanza che sia la moglie di un deputato dei Responsabili decisivo per le sorti del governo B.

Il peone Pisacane, eletto nell’Udc dopo aver collezionato una raffica di pettorine tra centro destra e centrosinistra, ha infatti lasciato Casini per diventare uno dei trasformisti alla Scilipoti. Nel 2010 la moglie si candidò (e venne eletta) al consiglio regionale scegliendo di comparire sulla scheda col cognome Pisacane, mentre lui tappezzava la provincia napoletana di manifesti con la scritta ‘Vota Pisacane’. Per di più, lui, ex sindaco di Agerola, paese di collina della provincia napoletana che affaccia sulla costiera amalfitana, è il cofondatore dei Popolari di Italia Domani insieme a Saverio Romano, ministro delle Politiche Agricole e in questa veste socio unico dell’Isa, l’agenzia finanziaria del ministero che eroga finanziamenti a tassi agevolati alle imprese agricole, circa 200 milioni di crediti già assegnati.

La lievitazione dello stipendio della signora Vessella Pisacane è rivelata da un’interrogazione a risposta in commissione Politiche Agricole presentata dal deputato calabrese Pd Nicodemo Oliverio e in attesa di essere evasa. Oliverio mette nero su bianco che prima del rinnovo estivo del Cda il compenso spettante ai consiglieri uscenti dell’Isa ammontava a 25.000 euro su base annua, fatta salva un’indennità aggiuntiva al presidente e all’amministratore delegato. In base a un decreto legge del 2010 – ricorda Oliverio – le indennità dei Cda delle società interamente pubbliche andrebbero ridotte del 10%.

Invece all’Isa le cose sarebbero andate diversamente. L’assemblea – afferma il deputato Pd – ha “rideterminato i compensi su base annua prevedendo per il presidente (Nicola Cecconato, un 45enne di Treviso, ndr) un compenso di 160mila euro, per il vice presidente e per l’amministratore delegato (la signora Vessella, laureata in legge ed ex segretario comunale, ndr) un compenso di 140mila euro, per i consiglieri un compenso di 80mila euro”. Come se non bastasse, si legge nell’interrogazione, il Cda successivo all’assemblea avrebbe attribuito a presidente ed Ad indennità aggiuntive da nababbi: 137.500 euro per il presidente e 117.500 per l’ad “oltre al riconoscimento di un rimborso spese forfettario per alloggio ed auto pari a euro 55mila annui ciascuno”.

Per farla breve: tra lei col doppio stipendio di Ad dell’azienda pubblica e consigliere regionale, e lui con l’indennità parlamentare, la famiglia Pisacane intasca più di 30mila euro mensili. Che si sarebbero ridotti a poco più di 20mila euro se i compensi dell’Isa fossero rimasti quelli del vecchio Cda. Pisacane intanto a ottobre ha guadagnato una meritatissima fama per essere stato il 316° e ultimo deputato a votare la fiducia a Berlusconi, nella zona Cesarini della seconda chiamata. Un voto maturato al termine di una lunga meditazione. “Così ora Berlusconi mi sape”, avrebbe esclamato in dialetto napoletano riferendosi a chi doveva capire ed ha capito. Non si capisce, invece, se sia stato opportuno nominare un consigliere regionale (e persino moglie di un parlamentare) alla guida di una società pubblica che eroga finanziamenti ai potenziali elettori. L’interrogazione di Oliverio prova a sollecitare il ministro Romano anche su questo punto. Chissà se otterrà risposta. “Il ministero delle Politiche Agricole – afferma il deputato calabrese – avrebbe bisogno di un ministro che affronti le difficoltà del settore e non di uno impegnato in tutt’altre faccende per rafforzare le sue clientele, quelle degli amici e degli amici degli amici”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/03/quintuplicato-lo-stipendio-pubblico-della-moglie-del-responsabile-pisacane/168182/

FRIULI VENEZIA GIULIA – TREMILA EURO AL MESE PER RAGGIUNGERE TRIESTE DA PORDENONE

L’emendamento per sfuggire ai tagli “romani”

Un consigliere regionale in fondo prende 5. 500 euro al mese”. Per il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo, che di euro al mese netti se ne porta a casa 7. 327 (secondo i dati forniti dal sito parlamentiregionali. it), si tratta in fondo di soldi sudati e guadagnati. Per ora, anche in questa regione a statuto speciale, di riduzioni, reali, ai costi della politica non se ne sono viste. Nel frattempo i politici regionali, oltre alle indennità, si portano a casa anche un rimborso vitto di 735 euro per 21 giorni di lavoro, più quello per l’uso della macchina che, a seconda della provincia di residenza, varia dai 533 euro per i triestini – sempre per tre settimane ma le settimane di presenza in Consiglio sono quasi sempre due – ai 3. 210 per chi arriva da Pordenone e deve farsi 117 chilometri. Gli stessi che intasca l’ex presidente del Consiglio regionale, il leghista Eduard Ballaman, dopo aver scorrazzato, a spese dei contribuenti per quasi due anni (dal 2008 al 2010), con l’auto blu per viaggi di piacere con la propria compagna.

E poi ancora altri 1. 300 euro di indennità di funzione. Tutti ovviamente esentasse. Mentre in attesa di una risposta da Roma, resta sulla carta, e forse entrerà in vigore dalla prossima legislatura, cioè dal 2013, la proposta di tagliare i consiglieri portandoli dagli attuali 59 a 49. Finora, quello che è riuscito a partorire il Consiglio regionale è solo il passaggio del vitalizio dal sistema retributivo a quello contributivo a partire però sempre dalla prossima legislatura.

Ma ci sarebbe una buona notizia: visto che le indennità dei consiglieri sono agganciate a quelle dei parlamentari e per la precisione corrispondono al 70 % di quanto guadagna un deputato, per forza di cose – considerati i tagli in vista – anche la loro busta paga sarà, per così dire, più magra. E invece no, perché grazie ad una mossa astuta, un emendamento inserito nella legge finanziaria 2012 e votato a novembre trasversalmente da tutti, con esclusione dell’Italia dei Valori, le indennità dei consiglieri sono state “blindate” e fissate a quanto loro stessi percepivano a gennaio dello scorso anno. Insomma, come ha denunciato il consigliere dell’Idv Alessandro Corazza, si è trattato di “una “messa in sicurezza” da nuovi tagli nazionali dell’indennità”, ma non solo anche dei soldi a disposizione dei gruppi Consiliari.

Ma c’è di più: “L’aver slegato l’indennità dei consiglieri da quella dei parlamentari e averla definita all’importo in vigore al 1 gennaio 2011, ha un effetto diretto anche sui vitalizi di chi è già in pensione e di chi ancora deve andarci, evitando che anche questi siano adeguati ai tagli romani”. E ad essere a rischio è anche il referendum proposto dal Comitato guidato da Giovanni Ortis e ora al vaglio del Tribunale, che chiede di abolire i vitalizi e la cosiddetta indennità di fine mandato, come ha indicato il consigliere Corazza: “Andando a modificare la legge sull’assegno vitalizio si fa decadere definitivamente il referendum abrogativo. In questo modo i Consiglieri regionali hanno eliminato quello che per loro rappresentava un problema non indifferente”.

fonte:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/a-statuto-speciale-i-politici-sprecano-meglio/188356/

VALLE D’AOSTA – 1300 DIPENDENTI SU 128 MILA ABITANTI

Il regno incontrastato dell’Unione Valdotaine

La casta in Valle d’Aosta è una cosa seria, la politica è ovunque: un potentissimo Consiglio regionale di 35 membri, 74 consigli comunali, 8 Comunità montane, 10 Aziende pubbliche di promozione turistica, un consorzio Bim (bacini imbriferi montani), una Cva (Compagnia valdostana acque), un Consiglio permanente degli Enti locali (con tanto di Consorzio Enti locali come “braccio operativo”) che riunisce i 74 sindaci (quasi tutti dell’Union Valdotaine) deputato a “favorire l’integrazione dei comuni con la politica della Regione (ovviamente a guida Unione Valdotaine) più uno svariato arcipelago di partecipate. Conti alla mano, fanno circa 1. 300 persone (senza contare l’indotto di portaborse e collaboratori) che vivono di politica. Non male per una Regione di appena 128 mila abitanti. Senza considerare i costi esorbitanti: tra diaria e indennità, un consigliere regionale “base” sfiora i 10 mila euro al mese. A cui si aggiungono i vari aumenti in relazione alle “funzioni”: il presidente del Consiglio regionale prende 5. 771, 40 in più (come il presidente della Regione), l’assessore somma 4. 040, 54 euro all’indennità di consigliere. E se non è tra gli eletti, attenzione, in Val d’Aosta hanno introdotto l’indennità da assessore “tecnico”: ovvero chi è chiamato da fuori a gestire un settore della politica valdostana prende il 75 % dell’indennità da consigliere, la “paga” da assessore, due terzi della diaria, più un rimborso forfettario delle spese di viaggio. In totale fanno quasi 12 mila euro ogni 30 giorni. Ma non è facile che qualcuno si indigni per gli scandali: le mani dell’Union Valdotaine (tolta la redazione locale de La Stampa) si allungano fino all’informazione. La sede aostana dell’Ansa (totalmente indipendente da quella piemontese) riceve finanziamenti dalla giunta regionale e dall’assessorato al turismo. Quanto alla sede Rai (ovviamente un monocolore rossonero), riceve ogni anno 2 milioni di euro circa grazie a una convenzione con la Presidenza del Consiglio per la produzione di 110 ore di programmi televisivi e 78 ore di trasmissioni radio all’anno in lingua francese. Una Convenzione fondata sulla legge 103 del 1975 a tutela del bilinguismo; peccato che in Valle d’Aosta il francese lo parli lo 0, 9 % della popolazione.

fonte:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/a-statuto-speciale-i-politici-sprecano-meglio/188356/

Il cardiologo dell’Udc nominato alla Sanità Sarda

Nei mesi scorsi ha ridotto la sua indennità di presidente della Regione a un euro. Ma il governatore Ugo Cappellacci è pur sempre stato eletto consigliere regionale. E in Sardegna non è un lavoro mal retribuito, anche per chi non ha incarichi extra. Ecco cosa compariva in una busta paga del 2011: indennità consigliare 9362, 91 euro e diaria consiglieri 4003, 11 euro per un totale lordo di 13. 366, 02. A questo compenso vanno sottratte le ritenute così da portarlo a 7. 796 euro netti. Per il presidente del consiglio regionale invece bisogna aggiungere l’indennità di carica di 4. 038, 67 (2. 302, 04 netti). All’indennità però vanno aggiunte poi le spese di segreteria e rappresentanza (3. 352 euro) e quelle di documentazione, aggiornamento, stampa e strumentazioni tecnologiche (9. 026 euro l’anno) e ancora gli eventuali emolumenti relativi agli altri ruoli ricoperti in Consiglio. Se un consigliere, ad esempio, viene nominato segretario o presidente di commissione avrà 1. 926, 51 euro lordi in più al mese. Qualche passo verso il risparmio la Regione Sardegna lo ha fatto. Ad esempio ha abolito il vitalizio, ha ridotto il numero dei consiglieri da 80 a 60, le indennità e i finanziamenti ai gruppi risparmiando, dice il presidente del consiglio Claudia Lombardo, oltre 1 milione e 300 mila euro. Dalla prossima legislatura, si intende. Ma alla Regione ci sono ben altre spese più consistenti. Come ad esempio quelle per la gestione dei sistemi informatici regionali. Acronimi e sigle dietro cui si celano spese per milioni di euro: il SI-BAR dell’Amministrazione Regionale, il SISAR della sanità, il SIRA dell’ambiente e il SIL del lavoro.

Secondo il consigliere Sel, Luciano Uras, nei prossimi tre anni si spenderanno almeno 85 milioni di euro. Per il sito della Regione e per il sistema informatico per la pianificazione territoriale si spendono circa 2 milioni di euro l’anno e 5 milioni e 700 mila per quello sanitario. Il Sibar costa 2 milioni di euro, stesso dicasi per il sito del lavoro. Uno smacco per il popolo sardo afflitto da sempre dalla piaga della disoccupazione che attende da sei anni un nuovo piano occupazionale. Finora si sono spese per l’informatizzazione della Regione centinaia di milioni di euro. Solo Sibar e Sisar sono già costati alle casse della Regione quasi 100 milioni di euro. E sul fronte sanitario, che è poi quello che grava maggiormente sul bilancio, ora compare anche uno stipendio d’oro. È quello di un medico cardiologo di 70 anni, ex proprietario di una casa di cura privata e candidato Udc alle regionali 2009. Per dirigere per tre anni l’Agenzia Regionale della Sanità (l’organismo tecnico-scientifico della Regione che supporta l’Assessorato Igiene e sanità e l’assistenza sociale) riceverà un compenso di 130 mila euro.

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Venti milioni l’anno solo per le pensioni dei consiglieri siciliani

SICILIA – IL CONSIGLIO PIÙ AFFOLLATO E RICCO D’ITALIA

Venti milioni l’anno solo per le pensioni dei consiglieri

Dalla prossima legislatura i deputati dell’Ars, l’assemblea regionale siciliana, saranno 70, 20 in meno rispetto agli attuali 90. Si tratta del primo segnale di austerity da parte del consiglio regionale più affollato e ricco d’Italia. Per mantenere la casta di Palazzo dei Normanni ogni siciliano spende cinque volte più dei lombardi, 33 euro l’anno, per una spesa complessiva di 167, 5 milioni. Anche vitalizi e retribuzioni del personale sono in testa alla classifica degli sperperi: l’Ars ha stanziato per le pensioni dei consiglieri – in Sicilia “deputati” – 20, 5 milioni di euro, tre volte tanto in confronto alla Lombardia che, pur avendo più dipendenti (296 contro 248) spende per i suoi funzionari la metà dei 40, 4 milioni di euro che sborsa l’Ars. Questo perché i salari del personale della regione a statuto speciale sono parametrati a quelli del Senato.

Anche altre voci di bilancio fanno impallidire: nell’anno appena iniziato solo la buvette dell’Ars costerà oltre 925 mila euro, 77 mila euro al mese, mentre le spese di rappresentanza ammontano a 342 mila euro, dieci volte in più della Puglia e trenta volte in più dell’Emilia Romagna. Solamente per le divise dei 120 commessi la Regione paga 360 mila euro, mentre per il noleggio e la gestione delle 13 auto blu in dotazione 425 mila euro. Entrare a lavorare all’Ars rappresenta il sogno di ogni siciliano. Palazzo dei Normanni, infatti, garantisce stipendi e pensioni impensabili per qualsiasi altro dipendente pubblico. Un segretario generale, con 24 anni di anzianità, ha uno stipendio netto pari a 13. 145 euro al mese in 16 mensilità. Un suo pari del Consiglio regionale della Lombardia guadagna 6. 590 euro netti in sole 13 mensilità. Con 35 anni di anzianità, sempre un segretario generale ha garantita una pensione di 12. 263 euro netti al mese, mentre un consigliere parlamentare con incarico di direttore con 24 anni d’anzianità guadagna 9. 257 euro netti al mese (3. 790 in Lombardia). I 120 commessi, con 24 anni di lavoro alle spalle, arrivano a guadagnare 3. 736 euro netti al mese e possono contare su una rendita pensionistica di 3. 439 euro. I soldi dei cittadini siciliani vengono sprecati anche in Europa. La regione ha rescisso il contratto d’affitto per la vecchia sede di rappresentanza e ne ha acquistata per 3, 1 milioni di euro una nuova a Bruxelles dove lavorano appena tre persone, tra cui un giornalista che costa 16 mila  euro al mese per gestire una newsletter. La ristrutturazione dell’ufficio regionale oltralpe è costato 400 mila euro, mentre altri 80 mila se ne vanno ogni anno per spese condominiali e bollette. Questa XV legislatura detiene un altro triste record: 27 parlamentari su 90 hanno guai con la giustizia. Concorso in associazione mafiosa, falso in bilancio, truffa, voto di scambio, concussione, peculato, abuso d’ufficio, bancarotta, associazione a delinquere e altri reati minori.

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TRENTINO ALTO ADIGE – PRESIDENTI DI PROVINCIA PIÙ PAGATI DI OBAMA

La carica dei 333 sindaci e le comunità di valle

Lorenzo Dellai guadagna 21. 000 e il suo omologo Luis Durnwalder arriva a 25. 620. Siamo nelle ricche province di Trento e Bolzano dove il 90 % delle tasse riscosse sul territorio resta nelle casse provinciali. Dove grazie allo statuto di autonomia si legifera su sanità, scuola, università e trasporti e dove anche i presidenti di Provincia, che sono a tutti gli effetti equi-parati a quelli delle regioni, sono i più ricchi d’Italia. Oltre ai due organi provinciali composti da 35 consiglieri per il Trentino e altri 35 per l’Alto Adige, esiste anche la Regione, il cui consiglio è costituito dagli stessi rappresentanti delle province mentre la presidenza spetta a rotazione una volta a Trento e l’altra a Bolzano. In questo sistema ci vive appena un milione di persone. Certo anche il reddito pro capite è tra i più alti d’Italia, con una media di 32 mila euro (dati del 2009) ma i costi della politica del Trentino Alto Adige non possono lasciare indifferenti. Se il presidente degli Stati Uniti si ferma a 23 mila euro lordi al mese e la cancelliera Angela Merkel non supera i 20 mila, il vice di Durnwalder, Hans Berger di euro ne prende 24 mila, mentre il presidente del Consiglio sfiora i 20. Ma a difendere a spada tratta l’autonomia dell’Alto Adige è lo stesso Durnwalder: “Noi prendiamo l’indennità in base alle leggi esistenti. In questa legislatura abbiamo ridotto spontaneamente gli stipendi del 20 %. I nostri politici pensano al bene della propria terra. Se di Obama avessi i cuochi e i sarti, due aerei privati e 4 miliardi per la propaganda elettorale, allora potrei abbassare lo stipendio, perché non mi servirebbero più i soldi. In altre regioni hanno meno competenze e stipendi più alti. Noi abbiamo tante competenze e per questo ci servono più dipendenti pubblici”.

Già le competenze altra nota dolente. Fermo restando che i tagli ai costi della politica non hanno superato i 290 euro mensili non bisogna dimenticare che anche i sindaci dei 217 comuni della provincia di Trento e quelli dei 116 della provincia di Bolzano non se la passano male. Il primo cittadino di Proveis in provincia di Bolzano, 270 anime, guadagna 2. 041 euro, quello di Massimeno (Trento) invece, che conta 124 abitanti, arriva a 1. 140 euro di indennità, importi che resteranno invariati fino al 2015. Insomma il mondo dell’assurdo se si pensa che su di un territorio così piccolo ci sono in tutto 333 comuni che costano ogni anno milioni di euro. A questo bisogna aggiungere che, nella provincia di Trento esistono anche le cosiddette Comunità di valle, in tutto sono 16, e sono una sorta di entità territoriale a livello intermedio tra i comuni e la Provincia, danno da lavorare a 564 persone con una spesa di un milione e 600 mila euro all’anno. Una novità introdotta nel 2006 e che ha iniziato ad operare nel 2010 suscitando dure critiche da parte della Lega nord che le vuole abolite (sono state raccolte le firme per un referendum). Anche l’Italia dei valori ha proposto di abolirle, ma non solo, anche di accorpare 30 i comuni, come spiega il consigliere Bruno Firmani: “Così si risparmierebbero in un anno almeno 20 milioni di euro. Quando ho presentato questa proposta in Consiglio però tutti hanno votato contro, anche il centrosinistra”.


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Marito che lavora in regione Sicilia promuove la moglie e le fa dare un aumento di diecimila euro al mese

Luisa Paladino, a capo del Polo museale di Catania è stata promossa a numero uno dell'Unità operativa per i beni storici-artistici alla Soprintendenza etnea. A firmare lo scatto, il marito a sua volta guida del dipartimento dei Beni culturali. La denuncia arriva dai Cobas. Ma la famiglia Campo non è nuova a questi exploit visto che la figlia 27enne è già dirigente della Regione a Bruxelles
Il simbolo della Regione Sicilia
Il marito, Gesualdo Campo, guida il dipartimento dei Beni culturali della Regione Sicilia, la moglie Luisa Paladino, da dirigente del Polo museale di Catania è stata promossa a capo dell’Unità operativa per i beni storici-artistici alla Soprintendenza etnea: una promozione che ha fatto schizzare in alto la sua busta paga, da 5.164 a 15.494 euro di sola indennità aggiuntiva. E da chi è stata promossa? Dal marito stesso, che con un tratto di penna ha proiettato in alto la carriera della moglie.

Miracoli della burocrazia siciliana che sembra non temere i tempi delle vacche magre annunciati dal governatore Raffaele Lombardo e resta sorda ad ogni appello anti-sprechi lanciato dal presidente della Regione. In nome del ‘’tengo famiglia’’, la busta paga lievita anche a dispetto delle regole: a Palermo, infatti, alla dirigente dell’unità operativa per i beni storici artistici, Campo ha concesso un’indennità pari a 10mila e 800 euro; alla moglie, a Catania, invece, per lo stesso identico tipo di responsabilità, l’importo è di 15mila 494 euro, ‘’ovvero – sottolineano i Cobas, che hanno denunciato il caso – la cifra massima assegnabile a un’unità operativa nella Regione siciliana: comunque, circa il 50% in più dell’importo corrisposto alla collega palermitana”. E ‘’visto il grado di parentela della dirigente catanese con Gesualdo Campo – prosegue il sindacato – sembrerebbe che nessuno si sia preoccupato che ciò possa avere assunto il profilo del cattivo gusto, della mancanza di bon ton istituzionale e, chissà, dell’eccesso di onnipotenza e di danno all’immagine della pubblica amministrazione”. Ecco perché i Cobas segnalano a Lombardo,’’ come da lui stesso richiesto’’ questa storia ‘’per inserirla nel suo blog nel rispetto di una corretta e completa informazione a tutti i cittadini’’.

Del resto, per i colleghi e per il sindacato non è stata una sorpresa l’exploit della famiglia Campo, che nel luglio scorso aveva piazzato a Bruxelles la figlia Giordana, 27 anni, e già dirigente, con una vera e propria “chiamata diretta” per un contratto da funzionario direttivo che ricalca quello utilizzato per i componenti degli Uffici di gabinetto. Giovane, dirigente e con un incarico di tutta comodità: gli uffici della Regione siciliana a Bruxelles non brillano, infatti, per particolare produttività, se Lombardo, nella delibera 161 del 21 giugno, ha sentito il bisogno di specificare che ‘’l’indennità di trasferta ai dipendenti di ruolo verrà corrisposta solo in caso di effettiva presenza nella sede belga’’, dalla quale, evidentemente, in molti, tra gli impiegati, si tenevano alla larga.

Fonte:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/13/regione-sicilia-marito-promuove-la-mogliediecimila-euro-al-mese-in-piu-di-stipendio/163647/

Stipendi, Adoc: "80% copre normali spese"

Roma, 26 feb. (Adnkronos) - Il 1 gennaio 2002 la Lira passava la mano all'Euro, dopo 10 anni ci troviamo con i redditi tra i più bassi d'Europa e con i prezzi tra i più alti. E' quanto emerge da uno studio dell'Adoc che ha analizzato i dati sul costo della vita in 7 paesi europei: Italia, Francia, Germania, Spagna, Inghilterra, Svezia e Repubblica Ceca. Il reddito medio mensile, in Italia, è di 1.410 euro (netti) che diventano quindi 47 euro al giorno; i tedeschi hanno il reddito più alto, con 2.580 euro mensili, pari ad 86 euro giornalieri, mentre quello più basso si registra in Repubblica Ceca: 810 euro al mese e 27 al giorno.


"Il carovita sta paralizzando i consumatori italiani - dichiara Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc - una giornata tipo, in media, costa poco meno di 40 euro, circa il 2% in più della media europea. Ma l'impatto sul reddito è devastante, dato che le spese giornaliere assorbono il 79,5% dello stipendio. Un italiano, lavoratore dipendente, guadagna al netto delle tasse circa 1.400 euro al mese, mentre in Germania e in Inghilterra la stessa tipologia di lavoratore guadagna più di 2.500 euro al mese, una differenza abissale dell'82,9%".

Gli italiani spendono in media ogni giorno circa 37 euro e cioé il 79,5% del proprio reddito quotidiano al netto delle tasse. Calcolando le spese per la colazione (circa 2 euro), il pranzo fuori casa (oltre 11 euro), la cena a casa (11,60 euro), il trasporto privato (5,40 euro) o quello pubblico (2 euro), il cellulare (1,50 euro per 10 minuti di chiamate), le spese per la casa (in media 5 euro), la Tv pubblica (0,30 euro) o il cinema (7,50 euro), una giornata tipo in Italia costa l'1,6% in più rispetto alla media europea ed ha il maggiore impatto sul reddito che in altri Paesi.

Mentre un italiano spende in media ogni giorno 37,40 euro, un tedesco ne spende 35,10 e un ceco 25,40. Certo in Inghilterra, Francia e Svezia si spende di più, rispettivamente 45,65 euro, 41 euro e 39,40, ma gli inglesi, i francesi e gli svedesi guadagnano molto di più (2.570 euro in Inghilterra, 2.180 in Francia e 1.930 in Svezia). Infatti una giornata pesa per il 79,50% sul reddito del cittadino italiano, mentre pesa molto meno sui redditi dei tedeschi (40,70%), sui redditi degli inglesi (53%), sui redditi dei francesi (56,13%) e degli svedesi (61,57%).

Escludendo la Repubblica Ceca, dove la spesa giornaliera incide per il 94%, l'Italia è il paese dove la spesa quotidiana pesa di più sul reddito: la media europea è del 62,90%. "Una differenza importante sul costo della vita deriva dalla scelta di utilizzare l'auto o i mezzi pubblici per andare al lavoro. Scegliendo l'auto si spendono quasi 5 euro in più al giorno, ossia 150 euro in più al mese - aggiunge Pileri - Se poi ci si volesse concedere un relax dopocena, come il cinema, l'impatto sul reddito sale, sfiorando il 93%."

"In Italia solo i costi della colazione, del canone, del trasporto pubblico di linea, del cinema e delle chiamate da rete mobile sono inferiori alla media europea, al contrario delle utenze domestiche (luce, acqua, gas e rifiuti), del trasporto privato, della ristorazione e della spesa alimentare. Non a caso -sottolinea Pileri- questi ultimi sono i settori, peraltro relativi a beni primari e indispensabili, dove negli ultimi anni si sono registrati i maggiori rincari. Sommando i rincari alla stagnazione e all'inadeguatezza degli stipendi, la beffa è evidente e il quadro è completo. Per i cittadini italiani la crisi si sente molto di piu' che negli altri Paesi europei".

Analizzando le singole voci emerge come in Italia la spesa maggiore sia destinata agli alimentari. "Abbiamo cercato di analizzare i costi di una giornata tipo di un cittadino europeo - continua il Presidente dell'Adoc - partendo dalla colazione al bar per finire con una serata al cinema o a casa. Di prima mattina l'italiano ha l'oro in bocca, dato che spende circa la metà di un qualsiasi altro cittadino in Europa. Ma è solo un'illusione".

"Se per andare e tornare dal lavoro si sceglie l'auto, un italiano spende in media 6,50 euro al giorno per benzina e rcauto, solo in Inghilterra si spende di più. Diverso il discorso se si utilizza il trasporto pubblico di linea, che -rileva Pileri- costa circa la metà che in Europa ma, al contempo, pecca in efficienza e qualità". Quanto al pranzo fuori casa con un primo, contorno e caffè: il costo media è di oltre 11 euro, 50 centesimi in più della media europea e ben il 41% in più che in Germania.

"Riguardo le utenze domestiche - conclude Pileri - in Italia si spendono circa 5 euro al giorno, poco piu' che in Europa, per il canone pubblico la spesa è inferiore rispetto alla media europea, solo in Spagna, dove non è previsto, e in Repubblica Ceca il costo è minore. Gli italiani risparmiano sulle chiamate dalla rete mobile, 10 minuti costano in media 1,50 euro, il 30% in meno della media europea. Riguardo la spesa alimentare, i consumatori italiani spendono poco meno di 12 euro al giorno, il 4% in più che i Europa. Ma se decidono di andare al cinema risparmiano ben il 22%".

Fonte:
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Stipendi-Adoc-80-copre-normali-spese_313023040977.html